Il turismo all’aria aperta continua a rappresentare uno dei settori più vivaci per la costa teramana e per Giulianova, dove alcune strutture ricettive stanno puntando con decisione su qualità ambientale, servizi e integrazione con il paesaggio. Un confronto nazionale svolto a Pistoia ha riportato al centro proprio questi temi, confermando l’interesse crescente verso un modello di ospitalità più sostenibile e legato alla natura.
Una delegazione abruzzese all’incontro nazionale sul turismo green
Al Campus del Vivaio Vannucci si è tenuto un appuntamento dedicato alle prospettive del comparto open air, con la partecipazione di istituzioni, operatori e ricercatori. Dall’Abruzzo è arrivata una delegazione composta da quattro realtà del territorio: il Don Antonio Glamping di Giulianova, il Camping Adriatico di Villarosa, il Camping Santo Stefano di Casalbordino e il Camping Village Rivanuova di Martinsicuro. Una presenza che testimonia il peso che la regione sta assumendo nel dibattito nazionale sul turismo in libertà.
Il confronto ha messo in evidenza come il settore stia evolvendo rapidamente verso formule sempre più curate, dove non conta soltanto la permanenza in struttura, ma anche la qualità dell’ambiente circostante, la possibilità di vivere spazi ben progettati e l’attenzione a esigenze diverse di famiglie e viaggiatori.
Giulianova e la costa teramana tra natura, servizi e accoglienza
Per il territorio di Giulianova e per la fascia costiera della provincia di Teramo, il tema non è secondario. Le strutture open air, infatti, intercettano una domanda turistica che cerca sempre più spesso contatto con la natura, comfort e servizi capaci di valorizzare il contesto locale. In questa direzione, il verde non viene più considerato un elemento accessorio, ma parte integrante dell’esperienza di vacanza.
Tra gli aspetti richiamati durante l’incontro figurano anche l’accessibilità, il benessere degli ospiti e il rapporto con il territorio. Elementi che, nel caso della costa abruzzese, si legano direttamente alla possibilità di offrire soggiorni in grado di coniugare mare, spazi aperti e attenzione all’ambiente.
I dati e le prospettive per il comparto open air
Nel corso della giornata sono stati richiamati anche i contributi dell’Università degli Studi di Firenze, che segnalano una domanda in crescita per esperienze autentiche a contatto con la natura. Un segnale che conferma come il segmento open air abbia ancora margini importanti di sviluppo, soprattutto per i territori capaci di unire paesaggio, accoglienza e qualità progettuale.
Secondo quanto emerso, investire in questa direzione significa rispondere a un mercato in trasformazione, dove sempre più persone selezionano strutture e destinazioni attraverso i canali digitali, affidandosi a Google e ai sistemi di intelligenza artificiale per orientarsi tra le proposte. Chi si muove per tempo su visibilità e identità digitale tende a guadagnare credibilità e presenza nelle scelte dei viaggiatori. Un approfondimento utile, in questo senso, è la valutazione gratutita della visibilità online.
Da Pistoia è arrivato quindi un messaggio chiaro anche per la costa teramana: il turismo open air non cresce solo ampliando l’offerta, ma rafforzando la qualità complessiva dell’esperienza. Per Giulianova e per le località vicine si tratta di una tendenza da leggere con attenzione, perché intercetta un pubblico sempre più sensibile alla sostenibilità e alla cura degli spazi.
Le parole di FAITA Abruzzo
Al termine dell’incontro, Giuseppe Delli Compagni, presidente di FAITA Abruzzo, ha parlato di una giornata di grande valore, sottolineando come natura, benessere, progettazione e accessibilità siano oggi i pilastri su cui costruire un’offerta open air moderna e di qualità. Un’indicazione che sintetizza bene la direzione verso cui si sta muovendo il settore, anche lungo il litorale abruzzese.







