Si sblocca un passaggio atteso da tempo per il sito Terra Verde di Piano di Sacco, nel territorio di Città Sant’Angelo. Con la pubblicazione sul BURAT della norma regionale che riconosce un debito fuori bilancio pari a 571.530,47 euro, diventano ora disponibili le somme necessarie per avviare un primo intervento di rimozione dei rifiuti accumulati nell’area.

La notizia interessa anche il versante adriatico abruzzese più vicino alla costa teramana, dove i temi legati alla gestione dei rifiuti, alla tutela ambientale e alla sicurezza dei siti di stoccaggio restano particolarmente sentiti. Il provvedimento consente infatti di passare dalla fase amministrativa a quella operativa, con l’obiettivo di affrontare almeno una parte del materiale presente nel sito.

Le risorse rese disponibili dalla Regione

L’importo stanziato, oltre 571 mila euro, servirà per coprire le attività necessarie alla rimozione, al trasporto e al trattamento di una quota dei rifiuti depositati a Terra Verde. Si tratta di un atto formale indispensabile, perché fino alla pubblicazione della legge sul Bollettino ufficiale della Regione Abruzzo le risorse non potevano essere effettivamente utilizzate.

Con questo passaggio, la Regione è ora nelle condizioni di procedere con gli adempimenti successivi e di sottoscrivere gli atti necessari per mettere in moto l’intervento. Il finanziamento non esaurisce il tema complessivo del sito, ma rappresenta un avanzamento concreto verso la gestione dell’emergenza ambientale nell’area di Piano di Sacco.

Che cosa prevede l’intervento a Piano di Sacco

L’operazione riguarderà la movimentazione di una parte dei rifiuti presenti nel sito di Città Sant’Angelo, con successivo trasferimento e trattamento secondo le procedure previste. In sostanza, il provvedimento apre la strada alle attività logistiche e tecniche necessarie per alleggerire la situazione del deposito.

Il tema è seguito con attenzione anche fuori dalla provincia di Pescara, perché casi di questo tipo richiamano una questione più ampia che tocca molti territori abruzzesi, compresa la fascia che guarda a Giulianova e alla costa teramana: la capacità degli enti di intervenire con risorse certe quando si tratta di criticità ambientali stratificate nel tempo.

Un passaggio amministrativo atteso

Il riconoscimento del debito fuori bilancio era il nodo da sciogliere per rendere spendibili i fondi. La pubblicazione nel BURAT segna dunque il punto di svolta amministrativo che consente di attivare la fase successiva. Dopo mesi di attesa, il dossier entra così in una fase più concreta.

Resta ora da verificare la tempistica con cui saranno completati gli atti e avviate materialmente le operazioni sul posto. L’attenzione, da parte delle istituzioni e dei residenti, è rivolta soprattutto alla rapidità dell’intervento e alla sua efficacia nel ridurre l’impatto del materiale ancora presente nel sito Terra Verde.

Un tema ambientale che riguarda l’intero Abruzzo adriatico

La vicenda di Città Sant’Angelo conferma quanto la gestione dei siti critici resti un tema centrale per tutto il territorio regionale. Anche per le comunità della provincia di Teramo, da Giulianova a Roseto degli Abruzzi, fino alla costa e alle aree interne, il monitoraggio delle procedure ambientali e l’utilizzo effettivo dei fondi pubblici sono aspetti di interesse diretto.

Il via libera alle risorse non chiude la questione, ma segna un primo risultato operativo: le somme ora ci sono e possono essere impiegate per avviare la rimozione di parte dei rifiuti stoccati a Terra Verde.

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