Il confronto tra Governo e Regioni sulla riorganizzazione della medicina territoriale richiama l’attenzione anche in Abruzzo, dove il tema della pediatria di famiglia viene considerato centrale per la tutela della salute dei bambini e degli adolescenti. Federcontribuenti e Adicu aps, Associazione Difesa Consumatori e Utenti, hanno espresso preoccupazione per le possibili conseguenze che eventuali modifiche dell’attuale modello assistenziale potrebbero avere sulla Pediatria di Libera Scelta e sulla continuità delle cure rivolte ai minori.
La questione riguarda da vicino anche le famiglie della provincia di Teramo, da Giulianova alla Val Vibrata, fino ai comuni dell’entroterra, dove il pediatra di famiglia rappresenta spesso il primo riferimento sanitario per genitori e bambini. Ogni intervento di riforma, secondo le associazioni, dovrebbe quindi essere valutato con particolare cautela, evitando soluzioni che possano indebolire un presidio considerato essenziale nella vita quotidiana delle comunità locali.
Il ruolo del pediatra nella medicina territoriale
La Pediatria di Libera Scelta non è soltanto un servizio ambulatoriale. Per molte famiglie costituisce un punto stabile di ascolto, prevenzione, diagnosi e orientamento, soprattutto nei primi anni di vita dei figli. In territori articolati come quello teramano, dove convivono centri costieri, aree collinari e comuni più distanti dai principali ospedali, la presenza di professionisti dedicati all’età pediatrica contribuisce a rendere più accessibile l’assistenza sanitaria.
La discussione istituzionale sulla medicina territoriale, al momento, è legata a ipotesi di revisione dell’organizzazione dei servizi. Proprio per questo Federcontribuenti e Adicu chiedono che l’attenzione resti alta e che le eventuali scelte non compromettano la qualità del rapporto tra pediatra, minore e famiglia. Il rischio indicato è quello di produrre ricadute sulla continuità assistenziale, elemento particolarmente importante quando si parla di bambini, fragilità, prevenzione e controlli periodici.
Un tema sentito anche nel Teramano
Nel territorio di Giulianova e nei comuni vicini, il sistema delle cure primarie è un riferimento quotidiano per migliaia di nuclei familiari. L’eventuale ridefinizione della medicina territoriale avrebbe quindi effetti concreti sull’organizzazione degli appuntamenti, sulla presa in carico dei piccoli pazienti e sulla capacità di intercettare rapidamente bisogni sanitari che spesso non richiedono l’accesso in ospedale, ma necessitano comunque di risposte tempestive e qualificate.
La posizione delle associazioni si inserisce in un dibattito più ampio che coinvolge l’intero sistema sanitario regionale. L’obiettivo indicato è quello di garantire che qualsiasi riforma mantenga al centro la protezione dei minori e il diritto delle famiglie a un’assistenza pediatrica riconoscibile, accessibile e continuativa.
La richiesta di garanzie nella fase di confronto
Nella nota richiamata dalle associazioni, viene sottolineata l’esigenza di vigilare sulle possibili ricadute delle scelte in discussione. L’avvocata Dalila Loiacono, indicata tra i referenti dell’intervento pubblico, evidenzia la necessità di mantenere alta l’attenzione sul percorso istituzionale in corso, soprattutto per ciò che riguarda la tutela dei cittadini più giovani.
Il confronto tra istituzioni, professionisti e rappresentanze sociali sarà quindi decisivo per capire quale assetto potrà assumere la sanità territoriale nei prossimi mesi. Per le famiglie abruzzesi, e in particolare per quelle della costa teramana e di Giulianova, il nodo resta chiaro: ogni cambiamento dovrà assicurare protezione, prossimità e continuità nell’assistenza pediatrica.







