Il calcio abruzzese si è ritrovato a Pescara per rendere omaggio a Giovanni Galeone, figura che ha lasciato un segno profondo nella storia sportiva regionale e nazionale. La prima edizione del premio a lui dedicato ha richiamato amministratori, tecnici, ex calciatori, dirigenti e giornalisti, in una sala consiliare particolarmente partecipata. Tra i protagonisti della giornata anche Marco Pomante, allenatore del Teramo, la cui presenza ha dato all’appuntamento un rilievo diretto anche per il territorio teramano e per gli appassionati di calcio di Giulianova e provincia.

Il riconoscimento principale è stato assegnato a Massimiliano Allegri, legato a Galeone da un rapporto sportivo e personale nato all’inizio degli anni Novanta. L’attuale tecnico livornese, visibilmente emozionato, ha ricordato l’impatto avuto dal suo ex allenatore sulla propria crescita, sottolineandone la capacità di anticipare idee e letture del gioco che ancora oggi trovano spazio nel calcio moderno.

Allegri e il ricordo del maestro

Nel corso della cerimonia Allegri ha ripercorso alcuni momenti del rapporto con Galeone, descrivendolo come una presenza determinante non solo dal punto di vista tecnico, ma anche umano. Il primo allenamento vissuto insieme, nel 1991, è stato indicato come uno dei passaggi rimasti più impressi nella memoria dell’allenatore, per contenuti e visione calcistica.

Inevitabile, a margine dell’appuntamento, anche un riferimento al possibile futuro professionale di Allegri. Le indiscrezioni lo avvicinano alla panchina del Napoli, con un’intesa biennale che sarebbe ormai in fase avanzata, ma l’allenatore ha preferito non entrare nel merito, scegliendo di concentrarsi sul significato della giornata dedicata a Galeone. Con il club partenopeo, da calciatore, Allegri aveva disputato alcune gare in Serie A nella stagione 1997-1998, proprio sotto la guida del tecnico pescarese d’adozione.

Il premio a Pomante e il legame con il Teramo

Tra i riconoscimenti consegnati durante l’iniziativa c’è stato anche quello a Marco Pomante, oggi alla guida del Teramo. Un passaggio che interessa da vicino il movimento calcistico provinciale, considerando il percorso sportivo del club biancorosso e l’attenzione con cui il pubblico teramano segue le vicende della squadra. La presenza di Pomante ha inserito l’evento in una cornice più ampia, capace di unire Pescara, Teramo e l’intero Abruzzo del pallone.

La giornata è stata anche l’occasione per richiamare la filosofia calcistica di Galeone, fondata su coraggio, qualità del gioco e valorizzazione dei calciatori. A discuterne sono stati diversi giornalisti e protagonisti del mondo sportivo, che hanno offerto ricordi e analisi su una carriera segnata in modo particolare dalle esperienze pescaresi, culminate nelle promozioni in Serie A.

Ex biancazzurri, tecnici e dirigenti in sala

All’appuntamento hanno partecipato molti volti legati alle stagioni più significative del Pescara, compresi diversi calciatori protagonisti delle promozioni del 1987 e del 1992. Presenti anche dirigenti dell’epoca e rappresentanti delle istituzioni calcistiche abruzzesi, tra cui il vice presidente della Figc Daniele Ortolano e il presidente della Lnd Abruzzo Ezio Memmo.

Alla cerimonia hanno preso parte inoltre Renzo Ulivieri, presidente dell’associazione italiana allenatori, ed Eusebio Di Francesco, reduce dalla salvezza conquistata alla guida del Lecce. Gian Piero Gasperini, atteso tra gli ospiti, non ha potuto essere presente per impegni professionali a Roma. Dal Brasile è arrivato invece un contributo video di Leo Junior, altro nome di rilievo nella storia del calcio legato al ricordo di Galeone.

L’omaggio di San Salvo a Giovanni Galeone

Il ricordo del tecnico è stato esteso anche al rapporto con San Salvo, località frequentata nel corso degli anni da Galeone. La sindaca Emanuela De Nicolis ha preso parte all’iniziativa, ricordando l’intitolazione della tribuna dello stadio cittadino alla sua memoria. Un gesto che conferma quanto la figura dell’allenatore abbia superato i confini strettamente sportivi, diventando riferimento affettivo per più comunità abruzzesi.

Per il pubblico della costa teramana e dell’area giuliese, l’evento rappresenta un nuovo tassello nel racconto del calcio regionale, fatto di memorie condivise, protagonisti ancora attivi e legami che attraversano generazioni diverse di sportivi.

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