Un filone investigativo aperto in Lombardia e sviluppato su scala nazionale ha toccato anche l’Abruzzo, con un’attività della Digos eseguita a Pescara nell’ambito di un’inchiesta su ambienti virtuali ispirati a ideologie neonaziste, suprematiste e antisemite. L’operazione, coordinata dagli investigatori milanesi con il supporto di altre articolazioni della Polizia di Stato, ha portato complessivamente a un arresto e a numerose perquisizioni in varie province italiane.
La vicenda richiama l’attenzione anche nel Teramano, dove negli ultimi tempi non sono mancati episodi che hanno riacceso il confronto pubblico sul radicalismo giovanile e sulla diffusione di contenuti violenti attraverso i canali digitali. Per i lettori di Giulianova e della costa teramana, il nuovo sviluppo conferma come il fenomeno venga monitorato con attenzione anche in Abruzzo.
Perquisizione a Pescara nell’inchiesta su gruppi estremisti
Tra gli accertamenti disposti dagli inquirenti figura anche una perquisizione nei confronti di un 22enne residente nell’area di Pescara, indicato come referente locale di un gruppo online denominato Nuova Italia. Secondo quanto emerso dalle indagini, il giovane si sarebbe presentato sui social come ex militare e avrebbe mostrato in rete immagini e contenuti riconducibili al possesso di armi da fuoco.
Nel corso delle attività investigative sono stati sequestrati dispositivi elettronici e materiale ritenuto utile agli approfondimenti. Gli investigatori hanno inoltre recuperato propaganda ideologica, armi da taglio e, in uno dei casi esaminati, sostanze e componenti considerati compatibili con la possibile realizzazione di esplosivi.
Arresto a Pavia e chat sotto osservazione
Il provvedimento più grave ha riguardato un 19enne residente in provincia di Pavia, posto agli arresti domiciliari. Gli viene contestato di aver promosso e gestito una rete telematica frequentata da giovani con posizioni estremiste. Al centro dell’inchiesta c’è una chat chiamata Terza Posizione, spazio virtuale che, secondo l’accusa, sarebbe stato usato per diffondere messaggi razzisti, contenuti antisemiti, minimizzazione della Shoah ed esaltazione del genocidio del popolo ebraico.
Le verifiche condotte dagli investigatori avrebbero ricostruito un’attività costante di propaganda, con richiami all’ideologia neofascista e neonazista e con riferimenti elogiativi ad autori di stragi legate al suprematismo. L’attenzione degli inquirenti si è concentrata anche su un documento programmatico redatto da alcuni indagati e su un canale parallelo utilizzato per rilanciare contenuti di natura eversiva.
Coinvolti giovani e minorenni in diverse regioni
Le perquisizioni eseguite in tutta Italia sono state 15 e hanno interessato diverse province, dal centro al sud fino al nord del Paese. Una parte rilevante delle persone finite sotto accertamento è composta da minorenni: nove dei controlli hanno riguardato ragazzi non ancora maggiorenni, mentre gli indagati complessivi legati a uno dei gruppi emersi sarebbero otto, tutti minori.
Le indagini hanno fatto emergere anche un secondo ambiente online, di contenuto ideologico analogo, nel quale alcuni giovani avrebbero condiviso persino video sulla costruzione di ordigni. Un aspetto che ha alzato il livello di allarme e spinto gli investigatori a un approfondimento capillare sui contatti, sui dispositivi e sulle connessioni tra i vari partecipanti.
Abruzzo e provincia di Teramo, attenzione alta sul fenomeno
L’operazione riporta il tema al centro del dibattito anche in Abruzzo, dove casi precedenti avevano già destato preoccupazione. Nel quadro regionale era finito sotto i riflettori anche il Teramano, con episodi che avevano evidenziato la presenza di messaggi di odio, simbologie naziste e progetti violenti riconducibili a soggetti molto giovani.
Per un territorio come quello di Giulianova, Teramo e della costa adriatica, il dato più significativo è la conferma di una vigilanza attiva da parte degli organi investigativi su reti che si muovono soprattutto nel web ma che, secondo l’ipotesi accusatoria, cercano talvolta di trasferire l’estremismo dalla dimensione virtuale a quella concreta. Al momento l’inchiesta è in corso e servirà a chiarire ruoli, responsabilità e reale pericolosità dei soggetti coinvolti.







