Ha preso il via a Pescara, negli spazi dell’Aurum, una due giorni interamente dedicata ai temi della longevità, della prevenzione e della qualità della vita nelle età più avanzate. L’iniziativa, alla sua prima edizione nazionale, richiama istituzioni, mondo sanitario, università, ricerca, sport e rappresentanti dei territori abruzzesi per un confronto che interessa da vicino anche la provincia di Teramo e la costa teramana, dove l’invecchiamento della popolazione è una questione sempre più centrale nei servizi e nelle politiche locali.
Al centro dell’appuntamento c’è un tema preciso: vivere più a lungo non basta, se agli anni in più non corrispondono autonomia, benessere e buona salute. Il forum nasce proprio con l’obiettivo di spostare l’attenzione dalla sola cura alla prevenzione, puntando su stili di vita corretti, attività fisica, alimentazione equilibrata e diagnosi tempestiva.
Un confronto che coinvolge sanità, ricerca e territori
La manifestazione mette insieme competenze diverse e affronta la longevità da più punti di vista: medico, sociale, economico e territoriale. In programma ci sono interventi di specialisti conosciuti a livello nazionale, tra cui l’infettivologo Matteo Bassetti, la neuroscienziata Antonella Santuccione Chadha, il professor Damiano Galimberti e l’ex campionessa olimpica Novella Calligaris, chiamata a portare la propria esperienza sul legame tra sport, salute e benessere nel tempo.
L’apertura dei lavori è affidata ai saluti istituzionali del sindaco di Pescara Carlo Masci e del presidente della Regione Marco Marsilio. Accanto agli ospiti nazionali partecipano anche studiosi e ricercatori delle università abruzzesi, con contributi dedicati al rapporto tra movimento, ambiente naturale, cervello, prevenzione e invecchiamento in salute.
I dati sull’Abruzzo e la sfida della prevenzione
Il dibattito parte da numeri che descrivono una regione con un’aspettativa di vita elevata. I dati Istat più recenti indicano per l’Abruzzo una speranza di vita alla nascita pari a 83,5 anni, in linea con la media italiana, mentre l’età mediana alla morte ha raggiunto 85,4 anni. Indicatori che confermano un quadro demografico in trasformazione e che rendono ancora più attuale il confronto su come organizzare prevenzione, assistenza e promozione della salute.
Secondo l’impostazione illustrata nel corso del forum, la longevità va letta come una risorsa da accompagnare con politiche efficaci. Questo significa investire su controlli periodici, corretta informazione sanitaria, contrasto alla sedentarietà, alimentazione sana e uso appropriato delle terapie, compresi gli antibiotici, tema su cui è previsto un approfondimento specifico.
Il legame con il territorio abruzzese
Tra gli elementi richiamati durante l’evento c’è anche il valore del contesto ambientale abruzzese. La possibilità di contare su mare, colline e montagna a breve distanza, insieme alla tradizione alimentare mediterranea, viene considerata una base favorevole per promuovere modelli di vita salutari. Un aspetto che interessa direttamente anche realtà come Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Tortoreto, Alba Adriatica e più in generale il Teramano, dove l’attività all’aria aperta e il turismo legato al benessere rappresentano settori di rilievo.
Nel pomeriggio la riflessione si sposta sul rapporto tra invecchiamento attivo e sviluppo locale, con tavole rotonde che coinvolgono amministratori e rappresentanti istituzionali. L’intenzione è quella di collegare il tema della salute anche all’organizzazione dei servizi, all’accessibilità degli spazi, alla mobilità e alla capacità dei territori di offrire opportunità concrete alle persone anziane.
Il programma tra scienza, alimentazione e sport
Tra gli argomenti inseriti nel calendario ci sono i marcatori biologici dell’invecchiamento, la salute del cervello, la longevità femminile, il ruolo delle proteine nella qualità muscolare e il valore dell’esercizio fisico nella vita quotidiana. Non manca un focus sulle esperienze positive maturate nei territori e sulle buone pratiche già avviate in Abruzzo.
La prima giornata si conclude con testimonianze dedicate a turismo, nutrizione e attività sportiva, mentre il secondo appuntamento è orientato soprattutto ai casi concreti e ai progetti sviluppati a livello locale. Un’impostazione che punta a tradurre il dibattito scientifico in proposte utili anche per le comunità della provincia di Teramo, chiamate come il resto della regione a confrontarsi con una popolazione sempre più longeva.

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