Il Teramo si rimette subito in marcia e guarda alla Coppa Italia come a un passaggio utile per misurare lo stato della squadra. Dopo il rocambolesco successo ottenuto in campionato contro la Vigor Senigallia, i biancorossi saranno impegnati domani alle 15 sul campo dell’Unipomezia nei trentaduesimi di finale, in una sfida secca che potrà offrire indicazioni importanti anche in vista del prosieguo della stagione.
Per i tifosi del territorio teramano, da Giulianova alla costa, l’attenzione resta alta su una formazione che in questo avvio ha mostrato numeri importanti in fase offensiva, ma che continua a concedere troppo quando si tratta di difendere il risultato.
Attacco prolifico, ma dietro serve più continuità
La vittoria per 6-4 dell’ultimo turno ha confermato da una parte la capacità del Teramo di costruire e finalizzare con efficacia, dall’altra ha riportato al centro il tema dell’equilibrio. I biancorossi viaggiano con il miglior rendimento offensivo del girone F, avendo già realizzato 17 reti, ma allo stesso tempo hanno incassato 11 gol, dato che li colloca tra le difese più perforate.
Il contrasto tra i due numeri racconta bene l’identità di questa prima fase di campionato: una squadra brillante quando attacca, meno solida invece nelle letture e nella gestione dei momenti della gara. Anche nelle partite casalinghe, tra campionato e coppa, il Teramo non è ancora riuscito a chiudere senza subire reti. Al Bonolis sono già arrivati otto gol al passivo e in ogni incontro interno i biancorossi hanno sempre incassato almeno due reti.
Un aspetto che lo staff tecnico dovrà necessariamente correggere se l’obiettivo resta quello di recitare un ruolo di primo piano nella corsa verso la Serie C.
La gara di Pomezia per allargare le rotazioni
L’impegno in Coppa arriva quindi in un momento particolare, con la squadra seconda in classifica e distante un solo punto dalla vetta, ma ancora alla ricerca di una tenuta più affidabile. La trasferta laziale potrà servire anche a questo: dare minutaggio a chi è stato impiegato meno e, nello stesso tempo, verificare soluzioni alternative in più reparti.
Contro l’Unipomezia, il tecnico Pomante dovrebbe infatti affidarsi a un ampio turnover. La partita rappresenta un’occasione per coinvolgere le cosiddette seconde linee e valutare la risposta del gruppo in una competizione che, pur diversa dal campionato, può contribuire alla crescita complessiva della rosa.
Non sarà della gara Diakite, fermato da una squalifica. Un’assenza che riduce le opzioni a disposizione e rende ancora più interessante la gestione della formazione, soprattutto in una fase in cui il Teramo è chiamato a trovare maggiore compattezza.
Mercato in osservazione, ma senza accelerazioni
Sullo sfondo resta anche il tema dell’organico. La dirigenza continua a monitorare la situazione, con particolare attenzione al centrocampo, ma al momento non sembrano esserci mosse immediate. Prima di eventuali interventi, sarà necessario capire i tempi di recupero di Borgarello e Casciano e verificare le condizioni degli altri elementi che stanno convivendo con problemi fisici.
Soltanto dopo queste valutazioni potrà essere tracciato un quadro più preciso sulle necessità della rosa. Non è escluso che, oltre alla linea mediana, possano emergere riflessioni anche sul reparto arretrato, proprio alla luce dei tanti gol concessi in questo avvio.
Si gioca a porte chiuse
La sfida dei trentaduesimi si disputerà senza pubblico. Lo stadio Maniscalco, infatti, non sarà aperto agli spettatori per questioni legate all’inagibilità dell’impianto. Un dettaglio che modifica inevitabilmente il clima della partita, ma non il peso del confronto per i biancorossi.
Per il Teramo sarà una tappa utile per capire se il potenziale offensivo, già evidente, potrà essere accompagnato da una migliore organizzazione difensiva. È su questo equilibrio che si giocherà una parte importante della stagione, in campionato come nelle altre competizioni.

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