Un raggiro ai danni di un’anziana residente a Teramo si è concluso con due arresti e con il recupero completo di denaro e preziosi sottratti poco prima. L’episodio riporta l’attenzione su una tipologia di truffa che continua a colpire soprattutto persone sole e in età avanzata, con modalità ormai ricorrenti anche in Abruzzo.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti dei carabinieri della Compagnia di Teramo, la donna, 81 anni, sarebbe stata contattata al telefono da un uomo che si sarebbe presentato come responsabile di un ufficio postale. Durante la chiamata le avrebbe fatto credere che il figlio si trovasse in difficoltà e che fosse necessario consegnare con urgenza soldi e oggetti di valore.

Il raggiro costruito al telefono

La vittima, convinta dalla falsa versione fornita dall’interlocutore, avrebbe raccolto quanto aveva in casa tra contanti, gioielli e orologi. Poco dopo, davanti alla sua abitazione, si sarebbe presentata una giovane donna, che si sarebbe qualificata come incaricata dello stesso ufficio. A lei l’anziana avrebbe consegnato 5mila euro in contanti, oltre a monili in oro e orologi, per un valore complessivo stimato attorno ai 20mila euro.

Una volta ottenuto il bottino, la donna si sarebbe allontanata rapidamente. La segnalazione e il successivo intervento dei militari hanno però consentito di avviare subito le ricerche, con un’attività che si è rivelata decisiva per bloccare i presunti responsabili prima che facessero perdere le proprie tracce.

Il recupero della refurtiva

I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile sono riusciti a individuare l’auto sulla quale viaggiavano i due sospettati. Nel corso dei controlli e della perquisizione personale e del veicolo, i militari hanno rinvenuto l’intera somma e gli oggetti preziosi appena sottratti. Tutto il materiale è stato quindi restituito alla proprietaria.

I due fermati, già noti alle forze dell’ordine, sono stati arrestati in flagranza con l’accusa di truffa in concorso. Dopo le formalità di rito, su disposizione dell’autorità giudiziaria, sono stati trattenuti nelle camere di sicurezza del Comando provinciale dei carabinieri di Teramo.

La decisione del giudice

Nel corso dell’udienza, il giudice ha convalidato gli arresti e ha disposto per entrambi il divieto di dimora nella provincia di Teramo. Il procedimento andrà avanti con giudizio direttissimo. La trattazione è stata poi rinviata al 5 novembre, dopo la richiesta dei termini a difesa.

La vicenda, che riguarda da vicino il territorio teramano e interessa anche i comuni della costa come Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Tortoreto e Alba Adriatica, conferma quanto siano ancora diffuse le truffe costruite su telefonate allarmanti, su falsi incaricati e su richieste improvvise di denaro. In molti casi i malviventi fanno leva su paura e confusione, inducendo le vittime ad agire senza avere il tempo di verificare quanto viene raccontato.

Un fenomeno che resta attuale nel Teramano

Negli ultimi anni episodi analoghi sono emersi più volte anche nel comprensorio provinciale. Le forze dell’ordine continuano a raccomandare prudenza: nessun ente, ufficio pubblico o forza di polizia chiede la consegna di soldi, gioielli o altri beni per risolvere problemi giudiziari o familiari. In presenza di telefonate sospette o di persone che si presentano a casa con richieste urgenti, l’invito è quello di contattare subito il numero di emergenza e verificare ogni informazione con i familiari.

Il pronto intervento dei carabinieri, in questo caso, ha evitato che il danno diventasse definitivo, consentendo all’anziana di riavere tutto ciò che le era stato sottratto.