Nei primi sei mesi del 2026 le vendite all’estero delle imprese abruzzesi hanno mostrato un andamento positivo, superando quota 6,15 miliardi di euro. Il dato, che segna un incremento dell’8,3 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, arriva dal nuovo osservatorio economico promosso da CNA Abruzzo insieme all’Università d’Annunzio di Chieti-Pescara.

Si tratta di uno strumento nato per seguire in modo continuativo l’evoluzione del sistema produttivo regionale, con particolare attenzione a export, occupazione, imprese attive e comparti più rappresentativi. Un quadro che interessa anche il tessuto economico della provincia di Teramo, da Giulianova alla costa teramana, dove molte attività guardano con attenzione all’andamento dei mercati nazionali ed esteri.

I numeri del primo report regionale

Il primo documento diffuso dall’osservatorio, pubblicato nel settembre 2026, fotografa una fase complessivamente favorevole per l’economia abruzzese sul fronte delle esportazioni. A sostenere la crescita è soprattutto il comparto farmaceutico, che ha superato i 2 miliardi di euro e ha fatto registrare un balzo del 30,3 per cento.

Diversa la situazione per il settore dei mezzi di trasporto, che resta comunque tra i pilastri dell’export regionale con 1,47 miliardi di euro, ma chiude il semestre con una flessione del 6,1 per cento. Nel bilancio complessivo trovano spazio anche altri ambiti produttivi di rilievo, come alimentare, meccanica, gomma e plastica, metalli e tessile-abbigliamento.

Uno strumento per leggere l’economia abruzzese

L’iniziativa è stata presentata nel corso di un incontro nella sede regionale della CNA. L’obiettivo dichiarato è costruire nel tempo un punto di riferimento stabile per l’analisi dei dati economici, così da offrire un supporto utile sia alle imprese sia alle istituzioni chiamate a programmare interventi sul territorio.

Il progetto è stato sviluppato con il contributo del Dipartimento di studi socio-economici, gestionali e statistici dell’ateneo d’Annunzio. L’idea è quella di mettere a disposizione letture periodiche capaci di evidenziare tendenze, punti di forza e criticità dell’economia regionale.

Riflessi anche per Teramo e la costa

Per il Teramano, dove convivono manifattura, artigianato, agroalimentare, turismo e piccola impresa diffusa, indicatori di questo tipo possono rappresentare un riferimento importante. Le dinamiche dell’export abruzzese, infatti, hanno ricadute indirette anche sulle filiere locali, comprese quelle presenti tra Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Mosciano Sant’Angelo e la Val Vibrata.

La crescita registrata a livello regionale non elimina le differenze tra settori, ma conferma una capacità di tenuta del sistema produttivo abruzzese in una fase economica complessa. Proprio per questo il nuovo osservatorio punta a consolidarsi come appuntamento periodico, utile a interpretare l’andamento dell’economia con dati aggiornati e comparabili nel tempo.

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