Si è aperta all’Aquila l’edizione 2026 della Perdonanza Celestiniana, appuntamento tra i più rappresentativi dell’Abruzzo, seguito con attenzione anche da molti cittadini della provincia di Teramo e della costa adriatica. La cerimonia inaugurale ha messo al centro un messaggio netto: pace, riconciliazione e memoria, con un pensiero rivolto alle vittime del terremoto e in particolare ad Amatrice, nel giorno del decennale del sisma.

L’accensione del Tripode e il richiamo alla memoria

L’avvio della manifestazione è coinciso con l’accensione del Tripode della Pace, gesto simbolico che ha segnato l’ingresso nel vivo della 732ª Perdonanza. Nel corso della serata, istituzioni e ospiti hanno richiamato più volte il valore universale del perdono, tema che continua a rendere attuale l’eredità spirituale di Celestino V. In un contesto internazionale segnato da guerre e tensioni, il messaggio partito dal capoluogo abruzzese ha assunto un significato ancora più forte.

Tra gli interventi ufficiali, spazio anche al rappresentante del Governo, il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, presente all’appuntamento di apertura. Il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi ha invece sottolineato il percorso compiuto dalla città, legando questa edizione della Perdonanza anche al cammino intrapreso dall’Aquila come capitale italiana della cultura.

Due momenti per il braciere e una serata in diretta tv

Per esigenze legate alla trasmissione televisiva nazionale, il braciere è stato acceso in due diversi momenti: prima in Piazza Palazzo, spazio tornato centrale già dallo scorso anno, e successivamente a Collemaggio, dove si è sviluppato lo spettacolo inaugurale. L’evento, trasmesso su Rai 1, ha portato la Perdonanza nelle case degli italiani con una produzione costruita attorno a musica, testimonianze e riflessioni sul significato della celebrazione.

La conduzione è stata affidata a Lorena Bianchetti e Gabriele Corsi. Sul palco si sono alternati interpreti e volti noti dello spettacolo, tra cui Raoul Bova, Laura Chiatti, Gianni Morandi, Marco Masini, Massimo Ranieri, Simone Cristicchi, Amara, Giorgio Pasotti, Serena Autieri, Edoardo Prati, Sayf e Vittoriana De Amicis. Tra i passaggi più seguiti della serata, il monologo di Giorgio Pasotti dedicato alla città dell’Aquila e alla sua capacità di rinascere dopo le ferite del passato.

Musica, ospiti e il filo conduttore del perdono

L’impianto artistico dello spettacolo è stato curato da Leonardo De Amicis e Paolo Logli, con una formula sobria ma intensa. A sostenere la parte musicale sono stati l’Istituzione sinfonica abruzzese, i giovani del Conservatorio Casella e i cori riuniti dell’Aquila, protagonisti di una prova che ha accompagnato i vari momenti della serata con un repertorio pensato per valorizzare il tono della manifestazione.

Molto forte anche l’intervento di padre Maurizio Patriciello, parroco di Caivano, che ha richiamato il pubblico a una riflessione concreta sul concetto di pace: un valore da costruire prima di tutto nella vita quotidiana, nei rapporti più vicini, prima ancora che nei grandi scenari internazionali.

Un evento abruzzese che richiama l’intera regione

La Perdonanza resta uno degli appuntamenti di maggiore rilievo per l’intero Abruzzo, non soltanto per l’Aquila. Anche dal Teramano, da Giulianova a Roseto degli Abruzzi, fino alla Val Vibrata e ad altri centri della provincia, la manifestazione viene seguita come un evento identitario capace di unire tradizione religiosa, storia civile e proposta culturale.

La serata inaugurale, proposta da Rai 1 con il titolo La forza del perdono, ha raccolto 1.401.000 spettatori, con il 13,4 per cento di share. Un risultato che conferma l’interesse nazionale per una celebrazione che continua a rappresentare uno dei simboli più riconoscibili dell’Abruzzo contemporaneo.

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