La vertenza Dayco resta aperta e coinvolge da vicino anche la Val Vibrata. Dopo il confronto svolto a Pescara nella sede di Confindustria, non è arrivato il passo indietro atteso dai sindacati sulla procedura di cessione di un ramo d’azienda. La posizione espressa dalla società non ha modificato il quadro e le rappresentanze dei lavoratori hanno deciso di proseguire con la mobilitazione.
La questione interessa gli stabilimenti abruzzesi del gruppo, tra cui quello di Colonnella, realtà produttiva importante per il tessuto industriale della provincia di Teramo e per molte famiglie del territorio, anche nell’area compresa tra Val Vibrata, costa teramana e Giulianova.
Nuove giornate di stop negli stabilimenti abruzzesi
Al termine dell’incontro, le sigle Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, insieme alle RSU degli stabilimenti interessati, hanno confermato lo stato di agitazione. La richiesta avanzata al tavolo era chiara: fermare la procedura di cessione. La risposta dell’azienda, però, non è stata ritenuta sufficiente dalle organizzazioni sindacali, che hanno quindi annunciato ulteriori giornate di sciopero.
Per le unità Dayco 1, 2, 3 e 4 l’astensione dal lavoro è prevista dalla mezzanotte del 24 giugno 2026 fino alle 24 del 27 giugno. Per il sito di Colonnella, indicato come stabilimento 4, la protesta seguirà una scansione leggermente diversa: dalle ore 1 del 24 giugno fino alle ore 1 del 28 giugno.
Colonnella al centro della partita industriale
Il sito teramano di Colonnella ha un ruolo specifico nella produzione del gruppo, con attività legate alle cinghie dentate destinate al settore automotive e alla mobilità elettrica. Per questo motivo la vertenza viene seguita con attenzione anche nel Teramano, dove ogni evoluzione può avere ricadute sull’occupazione e sull’indotto locale.
Negli altri stabilimenti abruzzesi, tra Chieti e Manoppello, si concentrano attività collegate ai semilavorati e alla ricerca. La preoccupazione dei lavoratori riguarda soprattutto la tenuta occupazionale e le prospettive industriali dei siti. Secondo quanto emerso nel corso delle mobilitazioni, sarebbero circa 88 le posizioni considerate a rischio nell’ambito della vertenza.
Il confronto a Pescara non sblocca la situazione
Il tavolo convocato nella sede di Confindustria a Pescara era atteso come un possibile momento di chiarimento dopo settimane di tensione, assemblee e scioperi. All’incontro hanno partecipato la direzione di Dayco Europe srl, le segreterie regionali delle organizzazioni sindacali di categoria e le rappresentanze dei lavoratori degli stabilimenti abruzzesi.
La discussione si è protratta anche nel pomeriggio, ma non ha prodotto l’esito auspicato dai dipendenti. La società ha mantenuto la propria linea sulla procedura contestata, mentre i sindacati hanno ribadito la necessità di garanzie concrete sul futuro delle sedi produttive e dei posti di lavoro.
Solidarietà istituzionale ai lavoratori
Nella giornata del confronto, a Chieti Scalo si è svolto anche un presidio dei lavoratori Dayco. Erano presenti il sindaco di Chieti Giovanni Legnini e l’assessore Manuel Pantalone, che hanno incontrato dipendenti e rappresentanti sindacali per esprimere la vicinanza dell’amministrazione comunale in una fase giudicata delicata per il comparto produttivo.
La vertenza, pur avendo diversi punti nevralgici fuori dalla provincia di Teramo, resta di interesse diretto per il territorio giuliese e per l’intera area costiera e vibratiana. Colonnella rappresenta infatti uno dei presidi industriali coinvolti e il prolungamento dello sciopero conferma che la partita è ancora lontana da una conclusione.

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