Tempi più contenuti per le prestazioni sanitarie urgenti in Abruzzo, ma resta ancora aperto il fronte degli esami diagnostici e delle visite differibili. È quanto emerge dal monitoraggio Agenas sui primi quattro mesi del 2026, un quadro che interessa da vicino anche i cittadini di Giulianova, della costa teramana e dell’intera provincia di Teramo, dove l’accesso alle prestazioni tramite il servizio sanitario regionale continua a essere uno dei temi più sentiti.

I dati diffusi dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali indicano un avanzamento significativo nelle classi di priorità più alte, quelle che richiedono risposte rapide perché legate a condizioni cliniche non rinviabili. Il miglioramento riguarda in particolare le prestazioni con codice U, cioè urgenti, da garantire entro 72 ore.

Prestazioni urgenti oltre la media nazionale

Tra gennaio e aprile 2026 l’Abruzzo ha assicurato le prime visite urgenti nell’85,6% dei casi. Nello stesso periodo del 2025 la percentuale era pari al 76,5%, con un incremento di quasi dieci punti. Un risultato che colloca la regione sopra la media italiana per questa specifica fascia di priorità.

Il passo avanti si registra anche sugli accertamenti diagnostici urgenti. In questo caso la quota di prestazioni erogate nei tempi previsti è salita dall’anno precedente al 82,4%, partendo dal 66%. Si tratta di un dato rilevante per i pazienti che devono sottoporsi rapidamente a esami strumentali o controlli considerati non differibili dal medico prescrittore.

Secondo quanto emerso dalla presentazione nazionale del cruscotto Agenas, l’Abruzzo è stato indicato tra le realtà che hanno concentrato l’azione organizzativa sulle priorità cliniche più delicate. Il direttore generale dell’Agenzia, Angelo Tanese, ha richiamato il caso abruzzese come esempio di indirizzo mirato sulle urgenze e sulle prestazioni brevi.

Il quadro delle altre classi di priorità

Non tutti gli indicatori, però, procedono con la stessa velocità. Le prestazioni programmate, classificate con codice P e da svolgere entro 120 giorni, raggiungono l’84,9% delle richieste. La fascia B, relativa alle prestazioni brevi da effettuare entro 10 giorni, si attesta al 74,6%. Più complessa la situazione per la classe D, quella delle prestazioni differibili, dove il rispetto dei tempi arriva al 64,1%.

Per gli utenti del territorio teramano, questi numeri significano che il miglioramento più evidente riguarda le situazioni considerate clinicamente urgenti, mentre possono permanere attese più lunghe per esami e visite non immediatamente prioritarie. È proprio su questo terreno che la Regione considera necessario un ulteriore intervento organizzativo.

Regione soddisfatta, ma resta il nodo della diagnostica

L’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì ha collegato i risultati a una strategia di governo delle liste d’attesa che, secondo la Regione, sta producendo effetti concreti sulle prestazioni più critiche. Soddisfazione è stata espressa anche dal capogruppo regionale di Fratelli d’Italia Massimo Verrecchia.

Dalla stessa struttura regionale, tuttavia, non arriva una lettura priva di cautele. Le criticità maggiori restano concentrate sulla diagnostica strumentale e sulle prestazioni differibili, ambiti nei quali i tempi continuano a risultare più difficili da riallineare agli standard attesi. Il 2025, definito complesso sul piano organizzativo, avrebbe lasciato in eredità alcune difficoltà che ora si tenta di superare.

Asl e Cup al lavoro per ridurre gli arretrati

Per intervenire sulle aree ancora deboli è in corso un confronto tecnico tra Agenzia sanitaria regionale, aziende sanitarie locali e Ruas, il Responsabile unico dell’assistenza sanitaria. L’obiettivo è individuare le prestazioni con maggiore sofferenza e mettere in campo misure correttive nei territori.

Tra le azioni previste figurano il rafforzamento dei Cup di secondo livello e un controllo più incisivo sull’appropriatezza delle prescrizioni. Quest’ultimo aspetto viene considerato decisivo per evitare che richieste non coerenti con la reale priorità clinica contribuiscano ad appesantire le agende e ad allungare i tempi per chi ha necessità effettive.

Per Giulianova e per i comuni della provincia di Teramo, il tema resta centrale: il miglioramento sulle urgenze rappresenta un segnale positivo, ma la tenuta del sistema sarà misurata soprattutto sulla capacità di rendere più accessibili anche diagnostica, controlli programmati e prestazioni differibili nei prossimi mesi.

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