Prenderanno il via mercoledì 22 aprile gli interventi straordinari per liberare dai sedimenti l’ingresso del porto di Pescara, dopo i problemi provocati dall’ondata di maltempo che a fine marzo e nei primi giorni di aprile ha interessato anche la costa abruzzese. L’operazione punta a ripristinare condizioni di navigazione più sicure nello scalo, un’infrastruttura che resta strategica per l’intero versante adriatico regionale e osservata con attenzione anche dai territori della costa teramana, da Giulianova a Roseto degli Abruzzi.

Dragaggio urgente all’imboccatura del porto di Pescara

L’intervento si concentrerà soprattutto nel tratto di accesso al porto, dove si è formata una secca che ha reso più complicato il transito delle imbarcazioni. Secondo quanto reso noto, saranno rimossi almeno 3mila metri cubi di materiale accumulato tra la canaletta d’ingresso e l’area del bacino commerciale. L’obiettivo tecnico è riportare il fondale a quota meno 4,50 metri, così da garantire nuovamente margini adeguati di sicurezza per la navigazione.

La necessità di intervenire è emersa dopo le forti perturbazioni che hanno colpito l’Abruzzo tra il 31 marzo e il 3 aprile, modificando la morfologia dei fondali e aggravando le criticità già presenti nello scalo pescarese. In particolare, l’accesso al porto commerciale è diventato il punto più delicato dell’intera infrastruttura.

I quantitativi previsti e la gestione dei sedimenti

Del volume complessivo che sarà scavato, una parte limitata, pari a circa 500 metri cubi, verrà movimentata all’interno dell’area portuale. La quota restante, circa 2.500 metri cubi, rientra invece nel completamento del secondo lotto delle attività già programmate e sarà collocata nella vasca di caratterizzazione a terra, dove sono previste le verifiche e i campionamenti ambientali affidati ad ARPA Abruzzo.

Le operazioni saranno eseguite dalla società INMARE Srl. La vasca temporanea, già predisposta nei mesi scorsi in zona portuale, aveva consentito di affrontare una prima fase di dragaggio e rappresenta ora un supporto utile anche per questo nuovo passaggio. In precedenza, parte dei materiali estratti era stata sottoposta ad analisi con esito positivo, aprendo anche alla possibilità di riutilizzo dei sedimenti per rilevati e sottofondi stradali o ferroviari, con una riduzione dei costi di smaltimento.

Il maltempo ha aggravato la situazione del porto

Nei mesi scorsi era già stato effettuato un primo intervento di escavo per circa 6mila metri cubi. Successivamente, il 19 marzo, una parte dei fanghi depositati nella vasca era stata rimossa per recuperare spazio utile in vista del prosieguo dei lavori. Il peggioramento delle condizioni meteo registrato a cavallo tra fine marzo e inizio aprile ha però cambiato il quadro, rendendo necessario un nuovo intervento d’urgenza.

Il porto di Pescara, per la sua funzione commerciale e marittima, ha riflessi che vanno oltre il capoluogo adriatico e interessano anche l’economia della costa regionale. Per questo l’avvio delle operazioni viene seguito con attenzione anche nelle altre aree rivierasche abruzzesi, compreso il territorio teramano.

Prospettive per i prossimi mesi sulla costa abruzzese

Dopo il ripristino delle condizioni minime di navigabilità, l’intenzione delle istituzioni è quella di proseguire con ulteriori lavori nei prossimi mesi, ampliando i quantitativi di materiale da rimuovere. L’obiettivo dichiarato resta quello di dare continuità al dragaggio, evitando che nuove emergenze possano compromettere nuovamente l’operatività dello scalo.

Si tratta dunque di un’azione immediata per rispondere a una criticità concreta, ma anche di un tassello inserito in un percorso più ampio di manutenzione del porto. Un tema che, pur riguardando direttamente Pescara, interessa l’intera fascia costiera abruzzese, compresi i centri della provincia di Teramo che guardano con attenzione alle infrastrutture marittime dell’Adriatico.