Lidia Albani, assessore alle Politiche sociali, è intervenuta a Roma nel corso di un confronto dedicato a disabilità e inclusione nei percorsi educativi, ospitato il 2 aprile nella Sala della Regina della Camera dei Deputati. Un appuntamento nazionale nel quale è stato affrontato il tema del sostegno agli studenti con disabilità e del ruolo svolto da Comuni, scuole e servizi territoriali.
Nel suo contributo, l’assessore ha richiamato l’attenzione sulle esigenze concrete degli enti locali, chiamati ogni giorno a garantire l’assistenza scolastica e i servizi per l’autonomia e la comunicazione. Un tema che riguarda da vicino anche il territorio abruzzese e le amministrazioni comunali della provincia di Teramo, spesso alle prese con costi in crescita e trasferimenti ritenuti insufficienti.
Il convegno alla Camera su disabilità e inclusione scolastica
L’incontro romano ha riunito rappresentanti istituzionali e professionisti che operano nell’ambito della disabilità. Al tavolo del dibattito hanno partecipato parlamentari, operatori del terzo settore, psicologi, neuropsichiatri e componenti dell’Autorità garante nazionale per i diritti delle persone con disabilità. La moderazione è stata affidata alla senatrice Fiammetta Modena e alla deputata Valentina Aprea.
Nel corso della giornata si è discusso dei percorsi educativi inclusivi e degli strumenti necessari per assicurare a ogni alunno una piena partecipazione alla vita scolastica. Tra i temi affrontati anche il coordinamento tra istituti, famiglie e servizi territoriali, ritenuto decisivo per tradurre in pratica i principi fissati dalla normativa.
Il ruolo dei Comuni e del GLO nell’assistenza agli studenti
Albani ha illustrato il funzionamento del sistema di inclusione scolastica dal punto di vista dei Comuni, soffermandosi sulle azioni attivate per accompagnare gli studenti con disabilità nelle attività didattiche ordinarie, ma anche durante uscite e viaggi di istruzione. L’obiettivo, ha evidenziato, è costruire interventi personalizzati capaci di favorire una partecipazione effettiva e non solo formale.
Un passaggio centrale del suo intervento ha riguardato il Gruppo di lavoro operativo, il GLO, organismo coordinato dal dirigente scolastico nel quale si incontrano famiglie, insegnanti, assistenti all’autonomia e alla comunicazione ed eventuali specialisti. È proprio in questa sede, è stato ricordato, che si definiscono bisogni, strumenti e modalità di sostegno per ciascun alunno.
Costi in aumento e risorse limitate per i servizi sociali
L’assessore ha poi posto l’accento sulle difficoltà economiche che molti enti locali stanno affrontando nel mantenere standard adeguati di assistenza scolastica. Con il Piano sociale di zona 2023, ha spiegato, è stato previsto un rafforzamento di alcuni servizi considerati buone pratiche, come una maggiore compresenza e l’estensione del supporto anche agli studenti con disabilità lieve.
Secondo i dati richiamati durante l’incontro, nel 2025 il Comune ha destinato circa 600 mila euro all’assistenza scolastica per 50 studenti con disabilità, a fronte di un contributo statale pari a 55 mila euro. Uno squilibrio che, se replicato in altre realtà, rischia di pesare in modo ancora più marcato sui piccoli centri, in particolare quelli sotto i 10 mila abitanti, dove in alcuni casi si sono già registrate riduzioni delle ore di assistenza.
Il tema dei fondi statali anche per i territori della provincia di Teramo
Dal confronto è emersa quindi una richiesta precisa al Governo: incrementare i trasferimenti destinati ai servizi per l’inclusione e confermare il Fondo di inclusione, considerato fondamentale per evitare un indebolimento delle prestazioni rivolte agli studenti più fragili. La questione interessa direttamente anche realtà come Giulianova e l’intero comprensorio teramano, dove la domanda di supporto scolastico è in aumento di anno in anno.
Il messaggio portato a Roma è stato quello della necessità di sostenere in maniera più solida il lavoro quotidiano dei territori. Per i Comuni, infatti, mantenere invariati i servizi senza un adeguato supporto statale significa dover assorbire costi sempre più elevati, con il rischio di mettere sotto pressione i bilanci e, di conseguenza, la qualità dell’assistenza garantita alle famiglie.







