Confagricoltura Abruzzo alza il livello dello scontro sulla proposta di legge regionale legata alla transizione energetica e chiede modifiche prima dell’esame in aula. L’organizzazione agricola ha inviato una nota ufficiale al presidente della Regione Marco Marsilio, al presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri e al vicepresidente Emanuele Imprudente, contestando un impianto normativo che, a suo giudizio, non garantirebbe una tutela sufficiente del suolo agricolo.

Il tema interessa da vicino anche i territori della provincia di Teramo e della costa abruzzese, dove il rapporto tra produzione agricola, consumo di suolo e nuovi impianti energetici è seguito con attenzione da imprese e amministratori locali.

Confagricoltura Abruzzo critica la legge sulla transizione energetica

Nel documento trasmesso alla Regione, Confagricoltura sostiene che il testo favorisca dinamiche speculative legate alla realizzazione di impianti energetici su aree agricole. L’associazione parla di una norma che, così come formulata, rischierebbe di incidere in modo pesante sull’equilibrio del comparto primario abruzzese, senza introdurre paletti ritenuti adeguati.

Al centro delle contestazioni ci sono tre proposte emendative presentate in Commissione e, secondo l’organizzazione, non accolte. Il primo punto riguarda la richiesta di una tutela piena della Piana del Fucino, indicata come un’area di valore economico e sociale strategico anche per gli investimenti realizzati negli anni sul fronte irriguo.

Fucino, timori per speculazione su terreni e affitti agricoli

Confagricoltura segnala che proprio nella Piana del Fucino si starebbero già vedendo gli effetti dell’incertezza normativa. In particolare, vengono indicati aumenti consistenti dei canoni di locazione e dei valori fondiari, con affitti arrivati fino a 4.000 euro per ettaro e terreni valutati fino a 100.000 euro. Secondo l’associazione, una simile impennata metterebbe in difficoltà sia le aziende giovani sia quelle più strutturate, alterando il mercato agricolo.

Il timore espresso è che le deroghe alle norme di salvaguardia possano accelerare la corsa ai terreni agricoli, spostando l’interesse economico dalla coltivazione alla rendita collegata agli impianti. Un passaggio che, secondo Confagricoltura, avrebbe conseguenze rilevanti sulla tenuta dell’agricoltura regionale.

Aree incolte e limiti alla SAU tra i nodi della discussione

Il secondo emendamento proposto dall’organizzazione agricola chiedeva di destinare in via prioritaria agli impianti le superfici agricole incolte o abbandonate. Per farlo, Confagricoltura richiama strumenti di mappatura già disponibili, come la Carta dei Suoli di AGEA basata su rilievi satellitari, ritenuti utili per individuare una sorta di banca dei terreni non utilizzati.

Il terzo punto riguarda invece i limiti di utilizzo della SAU, la Superficie agricola utilizzabile. Secondo l’associazione, il testo regionale non recepisce quanto previsto dal decreto legislativo 190 del 2024, che individua una soglia compresa tra lo 0,8 per cento e il 3 per cento. Per Confagricoltura questa assenza rappresenta un problema sostanziale, anche alla luce della legge regionale 58 del 2023 sul contenimento del consumo di suolo.

Un confronto che interessa anche la provincia di Teramo

Pur concentrando l’attenzione sul Fucino, la presa di posizione ha un riflesso più ampio sull’intero Abruzzo. Anche nell’area di Giulianova, Roseto, Mosciano Sant’Angelo, nella Val Vibrata e lungo la costa teramana, il tema della compatibilità tra sviluppo energetico e salvaguardia dell’agricoltura resta centrale, soprattutto in un territorio dove le superfici coltivate rappresentano ancora una parte importante dell’economia locale.

Confagricoltura Abruzzo ha annunciato che continuerà a sostenere le modifiche richieste al testo. Il confronto politico, quindi, resta aperto e nelle prossime fasi dell’iter legislativo si capirà se la Regione deciderà di rivedere alcuni passaggi della norma per introdurre maggiori garanzie a difesa delle aree agricole.