Controlli a tappeto nelle strutture ricettive della provincia di Teramo, dalla costa alle località montane, per verificare il rispetto delle norme sul lavoro e sulla sicurezza. L’attività ispettiva, condotta dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Teramo, ha interessato anche centri vicini a Giulianova come Alba Adriatica, Roseto degli Abruzzi, Tortoreto e Silvi, oltre a Pietracamela, Crognaleto e altre aree del comparto turistico provinciale.
Nel corso degli accertamenti sono state esaminate sette attività del settore turistico-ricettivo e controllate le posizioni di 29 dipendenti, tra cui 7 lavoratori extracomunitari. Il bilancio finale parla di tre sospensioni dell’attività imprenditoriale, cinque datori di lavoro segnalati all’Autorità giudiziaria, 18 prescrizioni impartite e due diffide amministrative. L’ammontare complessivo delle sanzioni supera i 60mila euro.
Lavoratori irregolari tra Alba Adriatica e Roseto
Le situazioni più pesanti sono emerse sulla costa teramana. Ad Alba Adriatica sono stati trovati due dipendenti non regolarmente assunti. L’ispezione ha portato alla sospensione dell’attività e alla denuncia del titolare per violazioni legate alla tutela dei lavoratori. Tra le contestazioni figurano l’assenza delle visite mediche, la mancata individuazione del preposto, carenze nella formazione del personale, l’assenza della cassetta di primo soccorso e irregolarità nell’impianto di videosorveglianza.
A Roseto degli Abruzzi il numero dei lavoratori in nero accertati è stato ancora più alto: quattro. Anche in questo caso è scattato il provvedimento di sospensione. Al datore di lavoro sono state contestate varie inosservanze in materia di sicurezza, tra cui visite mediche preventive non effettuate, documento di valutazione dei rischi non aggiornato, formazione mancante, cassette di primo soccorso non adeguate, problemi di manutenzione dell’impianto elettrico e segnaletica insufficiente.
Provvedimenti anche in montagna e nelle altre località
Un ulteriore stop all’attività è stato disposto a Crognaleto, dove gli ispettori hanno rilevato gravi mancanze nella gestione dell’emergenza. In particolare è stata contestata l’assenza del piano di emergenza ed evacuazione. Anche in questo caso il titolare è stato deferito all’Autorità giudiziaria. Durante il sopralluogo sono emerse inoltre criticità sugli estintori non revisionati e sulla cartellonistica di sicurezza.
Altri rilievi sono stati mossi a Silvi, dove è stata accertata la presenza di un sistema di videosorveglianza installato senza le necessarie autorizzazioni, e a Tortoreto, con irregolarità relative sempre alla videosorveglianza, agli estintori e alla segnaletica. A Pietracamela, invece, sono state elevate due diffide amministrative per il mancato aggiornamento della certificazione dell’impianto elettrico.
Controlli nel pieno della stagione turistica
L’intervento si inserisce nelle verifiche sul comparto turistico in un periodo particolarmente delicato per il territorio teramano, tra presenze sulla costa e flussi verso le aree interne. L’obiettivo degli accertamenti è duplice: contrastare il lavoro sommerso e verificare che alberghi, strutture ricettive e rifugi rispettino gli obblighi previsti per la sicurezza nei luoghi di lavoro.
Per un’area come quella di Giulianova e della costa teramana, dove l’estate coincide con il picco dell’occupazione stagionale, il tema della regolarità dei contratti e delle tutele per i dipendenti resta centrale. I controlli eseguiti in diversi comuni della provincia confermano l’attenzione delle forze dell’ordine verso un settore chiave dell’economia locale.
Il quadro complessivo delle violazioni
Nel dettaglio, le irregolarità riscontrate hanno riguardato sia l’impiego di personale senza regolare assunzione sia il mancato rispetto di adempimenti essenziali per la prevenzione dei rischi. Le contestazioni hanno toccato aspetti come sorveglianza sanitaria, formazione dei lavoratori, documentazione obbligatoria, dispositivi di emergenza, manutenzione degli impianti e installazione dei sistemi di controllo video.
Il risultato finale dell’operazione evidenzia un quadro articolato, con responsabilità distribuite in più centri della provincia di Teramo. Un segnale che riguarda da vicino anche il comprensorio di Giulianova, considerato il forte legame economico e turistico con l’intera costa teramana.

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