Il 2025 si chiude con numeri mai raggiunti prima dal turismo abruzzese e la provincia di Teramo conferma un ruolo centrale in questa spinta, con risultati che interessano da vicino anche la costa teramana e località come Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Tortoreto, Alba Adriatica, Pineto e Silvi. Secondo i dati elaborati dal Cresa, l’Abruzzo ha superato quota 2,2 milioni di arrivi e 8,7 milioni di pernottamenti, segnando una crescita molto marcata rispetto all’anno precedente.
La provincia di Teramo tra i motori della crescita
Nel dettaglio, il territorio teramano ha registrato 684,7 mila arrivi, con un incremento del 16,3 per cento, mentre le presenze sono salite a ritmi ancora più sostenuti: +18,5 per cento, pari a oltre 605 mila pernottamenti in più. Un dato che conferma la solidità dell’appeal turistico della provincia, dove il richiamo balneare continua a pesare in modo significativo, ma si affianca a una domanda sempre più diversificata.
La permanenza media in provincia si attesta a 5,7 notti, in lieve aumento rispetto al 2024. È un indicatore importante anche per le località della costa, da Giulianova fino alla Val Vibrata, perché mostra una capacità del territorio di trattenere i visitatori per soggiorni più lunghi rispetto ad altre aree regionali.
Abruzzo sopra gli 8,7 milioni di presenze
Su scala regionale, l’incremento complessivo è stato del 21,4 per cento nelle presenze e del 22,3 per cento negli arrivi. In termini assoluti significa circa 404 mila visitatori in più e oltre 1,5 milioni di pernottamenti aggiuntivi nell’arco dell’anno. Chieti ha fatto segnare la crescita percentuale più elevata nelle presenze, ma Teramo si distingue per il contributo consistente in valori assoluti, confermando il peso del comparto turistico sulla costa e nell’entroterra provinciale.
La durata media del soggiorno in Abruzzo scende leggermente a 3,9 notti, ma il dato teramano resta superiore a quello regionale. È un elemento che fotografa bene la specificità dell’offerta locale, storicamente legata alle vacanze estive di più giorni e oggi sostenuta anche da una migliore capacità di intercettare flussi distribuiti sul territorio.
Italiani ancora prevalenti, ma cresce la quota estera
Il turismo in Abruzzo resta in larga parte nazionale, anche se l’aumento degli stranieri è stato particolarmente evidente. Gli arrivi internazionali sono saliti del 38,2 per cento e le presenze del 38 per cento. Nella provincia di Teramo la componente estera ha registrato un ulteriore rafforzamento, con un aumento del 20,3 per cento negli arrivi e del 26,4 per cento nei pernottamenti.
Per gli operatori della costa teramana si tratta di un segnale da osservare con attenzione, perché indica un progressivo allargamento dei mercati di riferimento. A livello regionale, i visitatori stranieri arrivano soprattutto da Germania, Svizzera, Stati Uniti, Francia e Belgio. Intanto gli italiani continuano a rappresentare la base principale del movimento turistico, sia negli alberghi sia nelle altre tipologie ricettive.
Le strutture alberghiere mantengono infatti la quota più consistente di arrivi e presenze in Abruzzo, sostenute soprattutto dalla domanda interna. Un aspetto che riguarda da vicino anche le città della riviera teramana, dove il sistema dell’ospitalità tradizionale continua a rappresentare un pilastro dell’economia stagionale.
Spinta dei piccoli comuni e segnali positivi nel 2026
Tra i dati più significativi emerge la crescita dei piccoli centri e delle aree meno battute dai grandi flussi. I comuni montani hanno fatto registrare aumenti molto rilevanti, sia negli arrivi sia nelle presenze, con un apporto importante della clientela estera. Questo andamento conferma una tendenza che interessa l’intero Abruzzo: l’interesse verso borghi, natura, percorsi all’aria aperta e destinazioni alternative si affianca ormai alle mete classiche del mare.
Per il territorio teramano, che unisce costa, colline e aree interne, questa evoluzione può tradursi in una distribuzione più equilibrata dei visitatori tra litorale e entroterra. In prospettiva, anche centri vicini a Giulianova e al resto della provincia potrebbero beneficiare di una domanda orientata a esperienze più ampie e non solo alla vacanza balneare.
Le prime indicazioni del 2026 confermano inoltre una fase ancora favorevole. Nei primi mesi dell’anno, e anche a luglio, l’Abruzzo ha mantenuto una crescita superiore alla media nazionale sia negli arrivi sia nelle presenze. Particolarmente brillante il rendimento dei piccoli comuni, che nei primi sette mesi hanno mostrato progressi tali da collocare la regione ai vertici italiani per aumento dei flussi.
Nel complesso, i numeri diffusi delineano uno scenario positivo per tutto il comparto turistico abruzzese e per la provincia di Teramo, dove il sistema locale dell’accoglienza continua a rappresentare una risorsa economica di primo piano. Per città costiere come Giulianova, il dato regionale è anche un’indicazione precisa: il turismo resta uno degli assi più forti dello sviluppo del territorio.
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