A Roma si è tornati a discutere della tenuta dei tribunali abruzzesi di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto, strutture per le quali è già stata disposta una proroga dell’attività fino al 1° gennaio 2027. Il tema resta aperto e riguarda da vicino l’organizzazione della giustizia in diverse aree della regione, con effetti anche sulla qualità dei servizi per cittadini e professionisti.
Il confronto nella capitale e i presenti all’incontro
La questione è stata affrontata nel corso di un incontro istituzionale nella capitale, sollecitato dai rappresentanti dell’avvocatura di Avezzano. Al tavolo erano presenti il presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati avezzanese Roberto Di Pietro, il presidente della Camera Civile del Tribunale di Avezzano Gianluca Tarquini e il vice presidente della Camera Penale Andrea Tinarelli.
Con loro anche il coordinatore regionale della Lega Vincenzo D’Incecco, che ricopre pure il ruolo di capogruppo in Consiglio regionale e presidente della commissione Bilancio, oltre ad Antonio Del Boccio, capogruppo del partito in Comune ad Avezzano. L’iniziativa ha permesso di riportare all’attenzione del ministero una partita che da tempo interessa gli operatori della giustizia in Abruzzo.
La richiesta di una decisione definitiva sulla geografia giudiziaria
Nel corso del colloquio è stata ribadita la necessità di arrivare in tempi rapidi all’approvazione del disegno di legge sulla revisione della geografia giudiziaria, attualmente all’esame della Camera. Secondo i promotori dell’incontro, la norma dovrebbe mettere al riparo in modo stabile i quattro presìdi giudiziari, considerati essenziali per il territorio.
Dal confronto è emersa anche l’attenzione del sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, che avrebbe seguito con interesse le ragioni esposte dalla delegazione abruzzese. Il nodo, in sostanza, riguarda la possibilità di garantire continuità a sedi che per molte comunità rappresentano un punto di riferimento per l’accesso ai servizi legali e amministrativi.
Effetti sul territorio e ricadute per cittadini e professionisti
Per l’Abruzzo interno e per le aree più distanti dai grandi centri, la presenza di tribunali vicini resta un tema concreto, legato ai tempi della giustizia e alla fruibilità dei servizi. Anche nella costa teramana, da Giulianova a Roseto, fino a Tortoreto, Alba Adriatica e le altre località vicine, i temi dell’efficienza e della prossimità istituzionale vengono seguiti con attenzione, perché incidono sul rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione.
In una fase in cui sempre più persone e imprese cercano informazioni e servizi direttamente online, la capacità di un territorio di essere facilmente raggiungibile anche sul piano digitale pesa quanto la presenza fisica dei presìdi: i dati e le richieste che arrivano da Google e dai sistemi di intelligenza artificiale, infatti, orientano in modo crescente le scelte degli utenti. Per questo chi si muove per tempo su organizzazione e visibilità parte spesso con un vantaggio concreto, un aspetto che può essere approfondito con una verifica gratutita della presenza su Google e nelle AI.
Resta ora da capire quali saranno i prossimi passaggi parlamentari e con quali tempi il quadro della riforma potrà arrivare a una definizione più stabile per i tribunali abruzzesi coinvolti.







