Torna al centro del dibattito politico teramano la situazione della scuola media Savini, edificio chiuso dal sisma del 2016 e da anni in attesa di una piena soluzione. A riaccendere la polemica è stato il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, Luca Corona, che ha puntato il dito contro la gestione dell’intervento e, più in generale, contro l’andamento delle opere pubbliche nel capoluogo.

Secondo l’esponente di opposizione, il caso dell’istituto rappresenterebbe uno dei nodi irrisolti più evidenti per la città di Teramo. Corona ha contestato all’amministrazione comunale una conduzione giudicata inadeguata di una struttura considerata strategica per famiglie, studenti e personale scolastico.

Scuola Savini, nuova polemica a Teramo

Nel suo intervento, il consigliere ha richiamato i tempi molto lunghi trascorsi dalla chiusura dell’edificio dopo gli eventi sismici, sostenendo che il percorso amministrativo non abbia prodotto finora risultati all’altezza delle attese. La Savini, per il suo ruolo nel sistema scolastico cittadino, resta infatti una questione particolarmente sentita anche fuori dal capoluogo, in tutta la provincia di Teramo.

La critica politica si concentra sul fatto che, a distanza di anni, l’opera venga ancora indicata come emblema di ritardi e difficoltà nella programmazione. Per Corona, l’amministrazione guidata dal sindaco Gianguido D’Alberto avrebbe affrontato il dossier senza la necessaria efficacia, lasciando aperte incertezze su un intervento ritenuto fondamentale.

L’affondo di Fratelli d’Italia sui lavori pubblici

L’esponente di Fratelli d’Italia ha allargato il ragionamento all’intero settore dei lavori pubblici, parlando di una città che, a suo giudizio, continua a fare i conti con cantieri che non procedono come dovrebbero. Nel mirino anche il racconto politico dell’azione amministrativa, che secondo l’opposizione non coinciderebbe con lo stato reale degli interventi.

Corona ha invitato il sindaco a evitare atteggiamenti celebrativi, sostenendo che servano invece risposte concrete e tempi certi per opere attese dalla comunità. Un passaggio che segna un nuovo momento di tensione nel confronto tra maggioranza e opposizione su uno dei temi più delicati per Teramo: la riqualificazione del patrimonio pubblico.

Un tema che interessa tutta la provincia di Teramo

La vicenda della scuola Savini ha un rilievo che supera i confini cittadini, perché richiama questioni comuni a molti centri del Teramano, da Giulianova alla costa, fino all’entroterra: sicurezza degli edifici, ricostruzione post sisma, gestione delle risorse e tempi di realizzazione delle opere. Per questo il confronto politico che si sviluppa nel capoluogo viene seguito con attenzione anche nel resto del territorio.

Scuole, strutture pubbliche e cantieri rappresentano infatti un banco di prova per tutte le amministrazioni locali della provincia di Teramo. Nel caso della Savini, il dibattito resta aperto e si intreccia con il giudizio complessivo sull’efficienza della macchina comunale.

Il confronto politico resta aperto

Le dichiarazioni del capogruppo di Fratelli d’Italia aggiungono dunque un nuovo capitolo a una discussione già accesa. Al centro restano i ritardi accumulati, la gestione di un’opera considerata prioritaria e il futuro dei lavori pubblici a Teramo. Temi destinati a mantenere alta l’attenzione anche tra i lettori della costa teramana e di Giulianova, dove il rapporto tra programmazione, manutenzioni e tempi amministrativi è da sempre osservato con particolare interesse.

Nei prossimi giorni sarà da capire se alle accuse dell’opposizione seguirà una replica dell’amministrazione comunale sullo stato della scuola Savini e sugli altri interventi richiamati nel confronto politico cittadino.