La conferma del nuovo Ducato nel piano industriale di Stellantis viene accolta come un segnale positivo, ma per il sindacato non basta a rassicurare il territorio. Dopo la presentazione internazionale della strategia quinquennale del gruppo, la Fiom Cgil di Chieti richiama l’attenzione sullo stabilimento di Atessa e sulla filiera automotive abruzzese, un comparto che rappresenta uno snodo economico importante anche per l’intera regione.

Il piano FaSTLAne 2030, illustrato a Detroit, prevede investimenti complessivi per 60 miliardi di euro e punta su piattaforme globali, tecnologie, alleanze industriali, gestione dei marchi e rafforzamento delle aree produttive. Nel quadro annunciato rientra anche il futuro del veicolo commerciale leggero legato al Ducato, prodotto simbolo per la Val di Sangro.

Il nuovo Ducato non scioglie tutti i dubbi

Secondo la Fiom Cgil Chieti, l’arrivo del nuovo modello non rappresenta una novità inattesa. Il sindacato sostiene infatti di aver già intercettato nei mesi scorsi segnali provenienti dal sistema dell’indotto, dove le aziende della componentistica avevano lasciato intravedere sviluppi legati alla nuova gamma.

Il punto, per l’organizzazione sindacale, è però un altro: l’annuncio del prodotto non chiarisce quali saranno le ricadute concrete sul sito abruzzese. La conferma del veicolo viene considerata importante, ma resta aperta la partita su risorse, occupazione e quantità produttive assegnate ad Atessa.

Investimenti e occupazione al centro della vertenza

La Fiom indica tre questioni ritenute decisive. La prima riguarda gli investimenti specifici destinati allo stabilimento della Val di Sangro. Nel piano generale sono state indicate cifre complessive molto rilevanti, ma non risulta ancora definita la quota riservata ad Atessa né il dettaglio delle risorse per lo sviluppo della nuova produzione.

Il secondo tema è quello degli organici. Il sindacato chiede garanzie sulla tenuta dei livelli occupazionali e sulle prospettive del personale nel medio periodo. In assenza di impegni chiari, viene sottolineato il rischio che la transizione industriale resti affidata a dichiarazioni generali, senza strumenti concreti per tutelare lavoratori diretti e maestranze collegate.

La terza preoccupazione riguarda l’indotto, già sottoposto da tempo a forti pressioni. Per le imprese della componentistica, i volumi produttivi rappresentano un elemento essenziale: senza numeri certi, la programmazione diventa difficile e l’intera rete dei fornitori rischia di subire ulteriori contraccolpi.

Il nodo della produzione tra Abruzzo e Polonia

Un altro passaggio considerato cruciale riguarda la distribuzione della produzione. La Fiom chiede di sapere se il nuovo furgone sarà realizzato in via esclusiva ad Atessa o se una parte dei volumi verrà assegnata anche allo stabilimento di Gliwice, in Polonia. La questione non è secondaria, perché dalla ripartizione dipendono carichi di lavoro, stabilità occupazionale e prospettive delle aziende che operano attorno al sito abruzzese.

Per il sindacato, una competizione interna tra stabilimenti del gruppo potrebbe indebolire la centralità della Val di Sangro nel settore dei veicoli commerciali. Da qui la richiesta di un confronto puntuale con i vertici aziendali, capace di trasformare gli annunci in impegni verificabili.

Richiesto un tavolo specifico con l’azienda

Il segretario generale della Fiom Cgil Chieti, Alfredo Fegatelli, responsabile automotive Fiom Abruzzo Molise, sollecita un tavolo dedicato al sito di Atessa. L’obiettivo è ottenere indicazioni precise su investimenti, personale e volumi, elementi ritenuti indispensabili per valutare il reale impatto del piano Stellantis sul territorio.

La vicenda resta quindi aperta. La conferma del nuovo Ducato viene letta come una base di partenza, ma non come una risposta definitiva. Per la Fiom, il futuro industriale della Val di Sangro dovrà essere misurato sulle decisioni operative e non soltanto sulle linee strategiche presentate dal gruppo.

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