Scossone politico a Silvi, centro della costa teramana: il sindaco Andrea Scordella ha deciso di revocare l’intera giunta comunale dopo le forti tensioni emerse all’interno della maggioranza. La scelta arriva nelle ore successive al caso che ha coinvolto la vicesindaca Luciana Di Marco e l’assessore all’urbanistica Gianpaolo Lella, già dimessosi dall’incarico.
Il provvedimento del primo cittadino apre ora una fase delicata per l’amministrazione comunale. L’obiettivo dichiarato è verificare se esistano ancora le condizioni per ricomporre il quadro politico e amministrativo. In caso contrario, sullo sfondo resta anche l’ipotesi di un ritorno alle urne.
La decisione del sindaco di Silvi
Scordella ha parlato di una situazione troppo grave per essere affrontata senza un passaggio netto. Per questo ha scelto di azzerare la squadra di governo, rinviando ai prossimi incontri con le forze della coalizione ogni valutazione sul futuro dell’esecutivo. Il sindaco ha fatto sapere che intende affrontare la crisi con prudenza, senza decisioni affrettate, ma con la necessità di restituire credibilità e stabilità all’azione amministrativa.
Nel suo ragionamento pesa il clima interno alla maggioranza, apparso fortemente compromesso. Secondo il primo cittadino, sarà necessario capire in tempi brevi se sia possibile ricostruire rapporti politici e personali sufficienti per proseguire il mandato nell’interesse della città.
Il caso esploso dopo una riunione di maggioranza
Al centro della vicenda c’è il duro confronto avvenuto nei giorni scorsi tra la vicesindaca Di Marco, esponente di Fratelli d’Italia, e l’assessore Lella, in quota Lega. In base a quanto riferito dalla stessa amministratrice, il diverbio sarebbe degenerato fino a un’aggressione fisica. La vicesindaca ha raccontato di essere stata colpita sul piano personale e di essersi poi rivolta alle cure dei sanitari.
Lella, da parte sua, non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche nell’immediatezza dei fatti. Nelle scorse ore ha però formalizzato le dimissioni, consegnate al sindaco tramite posta elettronica certificata. Sul piano politico, la sua uscita non è bastata a disinnescare la crisi, tanto che Scordella ha ritenuto necessario un azzeramento complessivo della giunta.
Le reazioni istituzionali e politiche
L’episodio ha suscitato prese di posizione anche fuori da Silvi, con attenzione in tutta la provincia di Teramo. La consigliera di Parità della Provincia, Monica Brandiferri, è intervenuta sottolineando la gravità di quanto emerso e richiamando il tema della tutela delle donne nei luoghi delle istituzioni. Il suo intervento ha posto l’accento sulla necessità che il confronto politico, anche quando duro, non oltrepassi mai il limite del rispetto della persona.
Una presa di distanza è arrivata anche dalla Lega abruzzese. Il coordinatore regionale Vincenzo D’Incecco ha espresso solidarietà alla vicesindaca e ha condannato con fermezza l’accaduto, evidenziando come nessuna tensione politica possa giustificare comportamenti lesivi della dignità altrui. Lo stesso esponente ha inoltre preso atto delle dimissioni dell’assessore coinvolto.
Quali scenari per l’amministrazione
La crisi che si è aperta a Silvi viene seguita con attenzione anche negli altri centri della costa, da Giulianova a Roseto degli Abruzzi, perché riguarda la tenuta di un’amministrazione in un momento in cui sono sul tavolo diversi dossier cittadini. Il sindaco ha ribadito la volontà di verificare se esista ancora una base politica in grado di portare avanti il programma di governo e le opere considerate strategiche per il territorio.
Nei prossimi giorni sono attesi confronti tra il sindaco e le forze della maggioranza per capire se ci siano i margini per una ricomposizione. Se non dovesse emergere una soluzione condivisa, l’ipotesi di una conclusione anticipata dell’esperienza amministrativa resterebbe concreta.
Per il momento, il quadro resta aperto. A Silvi la priorità è ora comprendere se la frattura interna possa essere sanata o se la crisi politica porterà a conseguenze più profonde per il governo della città.


