La sicurezza negli spostamenti di lavoro entra con sempre maggiore forza nell’agenda delle imprese abruzzesi. A Teramo, nella sede di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico, si è tenuto oggi un incontro dedicato alla mobilità aziendale e alla prevenzione degli incidenti stradali collegati all’attività professionale. Un tema che interessa da vicino anche il territorio teramano, dove molte aziende operano quotidianamente tra aree industriali, collegamenti costieri, Val Vibrata, entroterra e direttrici verso l’autostrada.
Al confronto hanno preso parte rappresentanti del mondo produttivo, esperti, istituzioni e soggetti impegnati nella gestione del rischio, con la partecipazione di INAIL Abruzzo e ANIASA. L’iniziativa ha messo al centro non solo i veicoli e le procedure, ma soprattutto le persone che ogni giorno si spostano per lavoro, siano esse dipendenti, tecnici, autotrasportatori, commerciali o operatori impegnati nei servizi.
Il peso degli incidenti sul lavoro e sulla mobilità
Durante l’incontro è stato richiamato un quadro che impone attenzione. In Abruzzo gli effetti della sinistrosità stradale risultano più pesanti rispetto alla media nazionale: il dato riferito evidenzia un decesso ogni 39 incidenti con feriti e una mortalità superiore del 24% rispetto al valore medio italiano. Numeri che rendono la prevenzione una questione non soltanto sanitaria e sociale, ma anche organizzativa per le imprese.
Gli incidenti stradali continuano infatti a rappresentare una componente rilevante degli infortuni sul lavoro, sia quando avvengono durante l’orario di servizio sia nei tragitti connessi all’attività professionale. A livello nazionale, nel primo semestre 2025, sono state indicate 1.310 vittime e 111mila feriti, con un impatto economico stimato in 22,6 miliardi di euro, pari all’1% del prodotto interno lordo. Cifre che aiutano a comprendere come la sicurezza alla guida non possa essere considerata un tema marginale.
Le aziende chiamate a organizzare meglio gli spostamenti
Nel dibattito è emersa la necessità di passare da una gestione episodica del problema a un approccio più strutturato. Per le imprese, gli incidenti non comportano solo danni materiali ai mezzi o costi assicurativi, ma possono incidere sulla continuità produttiva, sull’organizzazione del lavoro e, prima ancora, sulla tutela dei lavoratori.
Tra i punti affrontati c’è la costruzione di una cultura aziendale della sicurezza, sostenuta da strumenti concreti, formazione e possibili incentivi. In questo senso il mondo imprenditoriale ha sottolineato l’utilità di regole chiare, applicabili nella quotidianità e condivise con chi utilizza mezzi aziendali o si sposta frequentemente per ragioni professionali.
Car policy, tecnologia e comportamenti corretti
Uno degli aspetti più discussi riguarda la definizione di una car policy aziendale, cioè un insieme di indicazioni interne per l’uso sicuro dei veicoli. Le linee di comportamento richiamate puntano su principi semplici ma decisivi: niente telefono durante la guida, divieto assoluto di mettersi al volante dopo aver assunto alcol, attenzione alla stanchezza e programmazione delle pause nei viaggi più lunghi.
La tecnologia può offrire un contributo importante, dai sistemi di assistenza alla guida agli strumenti di monitoraggio e manutenzione dei mezzi, ma da sola non basta. Il confronto teramano ha ribadito che la prevenzione passa soprattutto da scelte organizzative coerenti e dalla responsabilità di conducenti, datori di lavoro e operatori della filiera.
Un tema centrale per la provincia di Teramo
Per un territorio come quello di Teramo, attraversato da flussi costanti tra costa, aree produttive e collegamenti interni, il tema della mobilità sicura assume un valore particolare. La presenza di imprese manifatturiere, logistiche, artigianali e di servizi rende frequenti gli spostamenti su strada, con esigenze diverse tra trasporto merci, visite presso clienti, cantieri e attività tecniche.
L’incontro promosso a Teramo ha quindi offerto un’occasione per richiamare l’attenzione su un obiettivo comune: ridurre i rischi, proteggere chi lavora e limitare i costi sociali ed economici degli incidenti. Un percorso che richiede collaborazione tra aziende, enti pubblici, organismi di prevenzione e associazioni di categoria, con ricadute potenziali anche per la viabilità quotidiana dell’intera provincia.

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