Il tema della sicurezza torna al centro del confronto politico a Teramo, in una fase in cui l’amministrazione comunale è impegnata anche sul fronte della gestione della vita serale cittadina. A intervenire è stato il sindaco Gianguido D’Alberto, che questa mattina ha preso parte alla sottoscrizione del protocollo dedicato alla buona movida nella sede della Camera di Commercio.
Il primo cittadino ha colto l’occasione per rispondere alle critiche arrivate dal centrodestra sul clima percepito in città e sulle misure da mettere in campo. Secondo D’Alberto, contestare la mancanza di sicurezza significa chiamare in causa prima di tutto chi, a livello istituzionale, ha competenze dirette sull’ordine pubblico.
Il nodo sicurezza nel confronto politico cittadino
La posizione del sindaco è stata netta: quando si solleva il problema della sicurezza urbana, il riferimento non può riguardare soltanto il Comune. D’Alberto ha richiamato il ruolo del Governo e degli apparati statali preposti alla tutela dell’ordine pubblico, evidenziando quella che considera una contraddizione politica nelle accuse mosse dall’opposizione.
In sostanza, per il sindaco, il centrodestra locale finirebbe per indirizzare le proprie critiche anche verso l’esecutivo nazionale, guidato dalla stessa area politica. Una lettura che D’Alberto ha espresso a margine di un appuntamento istituzionale dedicato proprio al rapporto tra vivibilità urbana, frequentazione degli spazi pubblici e responsabilità condivise.
La firma del protocollo sulla buona movida
L’intervento è arrivato durante la firma del protocollo sulla buona movida, un tema particolarmente sentito nei centri urbani della provincia di Teramo e, più in generale, nelle località abruzzesi dove la presenza serale di giovani, locali e attività economiche richiede equilibrio tra socialità, controlli e rispetto delle regole.
Il documento, sottoscritto presso la Camera di Commercio, si inserisce nel quadro delle iniziative pensate per favorire una gestione più ordinata della vita notturna. L’obiettivo è quello di promuovere comportamenti responsabili e una collaborazione tra istituzioni e soggetti coinvolti, evitando che il dibattito si riduca a uno scontro politico privo di soluzioni operative.
Le competenze tra Comune e Stato
D’Alberto ha ribadito un punto che spesso emerge nel confronto amministrativo: i Comuni possono intervenire su regolamenti, ordinanze, illuminazione, presidio degli spazi e dialogo con le attività, ma la sicurezza in senso stretto resta legata anche alle competenze statali. Da qui la replica alle forze di opposizione, accusate dal sindaco di utilizzare un tema delicato senza riconoscere il quadro istituzionale complessivo.
La questione interessa non solo Teramo, ma anche il territorio circostante, compresa la costa teramana e i centri più frequentati nei fine settimana, dove il rapporto tra divertimento, residenti e controlli è spesso oggetto di attenzione pubblica. Il richiamo alla buona movida va quindi oltre il singolo episodio politico e tocca un’esigenza diffusa: garantire spazi vivi e frequentati senza rinunciare alla tranquillità dei cittadini.
Un tema destinato a restare aperto
Il confronto sulla sicurezza urbana, dunque, resta uno dei dossier più sensibili per l’amministrazione teramana. Le dichiarazioni del sindaco arrivano in un momento in cui il dibattito locale si intreccia con le responsabilità nazionali e con la richiesta, da parte dei cittadini, di risposte concrete e coordinate.
Per D’Alberto, la strada resta quella della collaborazione istituzionale e del lavoro su strumenti condivisi, come il protocollo appena firmato. Resta però evidente che il tema continuerà ad alimentare il confronto politico in città, soprattutto in vista dei prossimi passaggi amministrativi legati alla vivibilità del centro e alla gestione degli spazi pubblici.

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