Si chiamava Massimo Ciarelli, 43 anni, l’uomo deceduto nella serata di ieri al termine di un inseguimento finito con un violento incidente stradale al confine tra Silvi e Città Sant’Angelo. La vicenda, seguita anche dagli investigatori del Teramano per competenza territoriale sulle indagini delegate, ha richiamato sul posto carabinieri, polizia stradale, polizia locale e personale sanitario del 118.
Secondo i primi accertamenti, tutto sarebbe iniziato nell’area di Montesilvano, dove i militari avrebbero intimato l’alt a uno scooter con due persone a bordo. Il conducente però non si sarebbe fermato, dando avvio a una fuga proseguita lungo la statale in direzione nord. L’inseguimento si è poi concluso in modo drammatico nella zona della rotatoria tra Città Sant’Angelo e Silvi, un tratto molto frequentato anche da chi si sposta tra la costa pescarese e quella teramana.
La dinamica dell’incidente al confine con il Teramano
In base a una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli inquirenti, lo scooter avrebbe cambiato direzione di marcia nei pressi della rotatoria e, durante un sorpasso di alcune auto, si sarebbe trovato di fronte uno dei veicoli dell’Arma proveniente dal senso opposto. L’impatto è stato particolarmente violento. Il mezzo a due ruote è finito fuori strada e per il conducente non c’è stato nulla da fare nonostante i tentativi di rianimazione eseguiti per diversi minuti dai soccorritori.
Il passeggero, stando a quanto emerso nelle ore successive, sarebbe caduto dal mezzo poco prima dello schianto finale e non avrebbe riportato conseguenze gravi. È stato fermato dai carabinieri. Nelle prime fasi si erano diffuse ipotesi su una possibile fuga dopo un tentato colpo, ma questa ricostruzione, al momento, è stata smentita dagli accertamenti in corso.
Indagini affidate alla polizia stradale
Sul luogo dell’incidente sono intervenute le pattuglie della polizia stradale di Pescara e Teramo, a cui sono stati affidati gli approfondimenti investigativi. Presenti anche gli agenti della polizia locale di Silvi, impegnati nella gestione della viabilità e nei rilievi insieme alle altre forze dell’ordine. La procura di Teramo ha aperto un fascicolo per chiarire ogni passaggio dell’accaduto.
Già nelle prime ore successive ai fatti sono state raccolte le testimonianze di alcuni automobilisti che in quel momento stavano transitando sulla statale e avrebbero assistito alla scena. Acquisite anche immagini di videosorveglianza presenti nella zona, elementi che potrebbero aiutare a ricostruire con precisione la sequenza dell’inseguimento e l’esatto momento dell’impatto.
Il corpo dell’uomo è stato successivamente trasferito all’obitorio dell’ospedale di Teramo, dopo il nulla osta dell’autorità giudiziaria. Sul posto sono arrivati anche i magistrati incaricati del caso, rimasti a lungo nell’area dell’incidente per seguire gli accertamenti iniziali.
Il profilo della vittima e i precedenti giudiziari
L’identificazione del conducente ha riportato all’attenzione un fatto di cronaca che segnò profondamente l’Abruzzo. Ciarelli era stato infatti condannato per l’omicidio di Domenico Rigante, ultrà del Pescara, avvenuto nel 2012. In primo grado la pena era stata fissata a 30 anni, poi rideterminata a 17 dopo il venir meno dell’aggravante della premeditazione in seguito ai successivi passaggi giudiziari.
Da quanto emerso, dal 2025 si trovava in regime di semilibertà. Questo comportava il rientro serale in carcere a un orario stabilito. Anche questo aspetto rientra ora nel quadro degli elementi che gli investigatori stanno verificando per definire con esattezza il contesto in cui si è verificata la fuga di ieri sera.
Un caso seguito con attenzione anche sulla costa teramana
L’episodio ha avuto immediata risonanza anche lungo la costa teramana, da Silvi fino a Giulianova, sia per il coinvolgimento diretto della procura di Teramo sia per il luogo in cui si è consumata la tragedia, in un punto di collegamento strategico tra le due province adriatiche. Nelle prossime ore sono attesi ulteriori sviluppi sull’esito dei rilievi, sulle testimonianze e sull’analisi dei filmati acquisiti dagli investigatori.


