Un bar-caffetteria di Sant’Omero è stato posto sotto controllo giudiziario nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Teramo su presunti episodi di sfruttamento del lavoro e irregolarità contributive. Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri del Gruppo Tutela Lavoro, con il supporto del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Teramo, e riguarda un’attività della Val Vibrata dove, secondo gli accertamenti, per mesi sarebbe stato portato avanti un sistema di gestione lesivo dei diritti dei dipendenti.

Al centro dell’inchiesta ci sono i due coniugi indicati come gestori dell’esercizio e una collaboratrice di uno studio di consulenza del lavoro. Le contestazioni, a vario titolo, comprendono sfruttamento lavorativo, truffa aggravata ai danni dello Stato, false attestazioni in atti e violazioni ripetute delle norme sulla sicurezza.

Le verifiche partite dai controlli ispettivi

L’attività investigativa è nata nella primavera del 2025 dopo alcuni controlli che avevano fatto emergere anomalie nella gestione del personale. Da lì sono scattati ulteriori approfondimenti, con servizi di osservazione e raccolta di testimonianze che hanno coinvolto più di venti lavoratori. Gli elementi raccolti avrebbero delineato un quadro considerato grave dagli investigatori.

Secondo quanto emerso, diversi dipendenti avrebbero affrontato giornate di lavoro molto lunghe, tra le 10 e le 12 ore, in molti casi fino a tarda notte e senza il previsto riposo settimanale. A fronte di questo impiego, sarebbero stati formalizzati contratti part time che però, sempre secondo l’accusa, non corrispondevano all’orario realmente svolto.

Paghe ridotte e presunte pressioni sui dipendenti

Le retribuzioni contestate dagli inquirenti sarebbero state molto inferiori ai minimi previsti dal contratto di settore. L’indagine parla di compensi giornalieri fissi, tra 30 e 50 euro, che avrebbero portato la paga oraria a cifre di pochi euro. In alcuni casi, i lavoratori sarebbero stati scelti proprio per una condizione di particolare fragilità economica e sociale.

Tra gli aspetti più delicati finiti nel fascicolo c’è anche il presunto clima di forte pressione all’interno del locale. Gli investigatori riferiscono di offese, mortificazioni e minacce di perdere il posto, con dipendenti che sarebbero stati spinti a firmare documenti non corrispondenti alla realtà lavorativa. In particolare, sarebbero state sottoscritte dichiarazioni di assenza non retribuita per giornate che invece risultavano interamente lavorate.

Contributi non versati e crediti per oltre 140 mila euro

Proprio questo meccanismo avrebbe consentito, secondo l’ipotesi accusatoria, di ridurre artificialmente il costo del lavoro e di sottrarre contributi previdenziali. Il danno contestato all’INPS supera i 76 mila euro. Oltre a questo, gli organi ispettivi hanno emesso diffide accertative per crediti patrimoniali superiori a 140 mila euro, somme che riguardano differenze retributive e ore di lavoro non riconosciute ai dipendenti.

Nel corso degli accertamenti sarebbero emerse anche violazioni in materia di sicurezza sul lavoro e l’impiego stabile in nero di una persona incaricata, secondo la ricostruzione investigativa, della chiusura notturna del locale e del trasferimento degli incassi. Sono state inoltre applicate sanzioni amministrative per 6.680 euro.

Il locale resta aperto ma passa agli amministratori giudiziari

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Teramo, valutando il quadro indiziario e la necessità di fermare le condotte contestate senza interrompere l’attività economica, ha disposto il controllo giudiziario dell’azienda. Si tratta di una misura che evita la chiusura immediata del locale e punta a tutelare i posti di lavoro.

Da ora la gestione dell’attività passa infatti ad amministratori giudiziari nominati dal Tribunale, con il compito di garantire continuità al servizio, regolarizzare i rapporti di lavoro e riportare l’esercizio entro parametri conformi alla legge. Per un territorio come quello della Val Vibrata e dell’intera provincia di Teramo, il caso riaccende l’attenzione sui controlli nelle attività commerciali e sulla necessità di condizioni di lavoro regolari e sicure.

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