Il confronto sulla rete ospedaliera abruzzese torna ad accendersi e, ancora una volta, il Teramano finisce al centro della discussione. A sollevare il caso è il consigliere regionale del Partito Democratico Dino Pepe, che parla di un mancato chiarimento da parte dell’assessorato regionale alla Sanità su uno studio relativo ai DEA di secondo livello, tema considerato strategico anche per il futuro dell’assistenza nell’area di Teramo e lungo la costa.
Secondo l’esponente di opposizione, la documentazione in questione non sarebbe stata illustrata con la necessaria trasparenza durante il confronto istituzionale in Consiglio regionale. Pepe sostiene che la provincia di Teramo rischi di uscire ancora una volta indebolita dalle scelte di programmazione sanitaria, con possibili ripercussioni su un territorio ampio che comprende il capoluogo, Giulianova, Roseto degli Abruzzi, la Val Vibrata e le altre aree della provincia.
La polemica in Consiglio regionale
Il consigliere dem riferisce di aver presentato un’interpellanza insieme ad altri rappresentanti del Partito Democratico per chiedere chiarimenti sulla pianificazione dei DEA di secondo livello, strutture centrali nell’organizzazione dell’emergenza-urgenza e delle alte specialità. Nella sua ricostruzione, la replica dell’assessore Nicoletta Verì non avrebbe fornito risposte puntuali ai quesiti posti, lasciando aperti dubbi sul percorso seguito dalla Regione.
Pepe accusa la Giunta di non affrontare in modo concreto il nodo della programmazione sanitaria e contesta quello che definisce un atteggiamento evasivo su una questione che riguarda direttamente gli equilibri tra i diversi territori abruzzesi. Per l’esponente teramano, l’assenza di indicazioni chiare rischia di tradursi in una nuova marginalizzazione della provincia.
Perché il tema riguarda anche Giulianova e la costa teramana
La discussione sui DEA di secondo livello non è solo tecnica. Le decisioni sulla rete ospedaliera incidono infatti sull’accesso ai servizi sanitari di un bacino molto vasto, che nel Teramano comprende la fascia costiera e l’entroterra. Per i cittadini di Giulianova e dei comuni vicini, il tema tocca da vicino l’organizzazione delle cure complesse, dei trasferimenti e dell’assistenza nei casi più delicati.
Nel dibattito politico regionale, la collocazione e il riconoscimento delle strutture sanitarie di riferimento rappresentano da tempo un punto sensibile. Da qui le preoccupazioni espresse da Pepe, che collega la vicenda a un quadro più generale di difficoltà nella difesa del ruolo della sanità teramana all’interno delle scelte regionali.
Le contestazioni del Partito Democratico
L’intervento del consigliere regionale si inserisce in una linea critica già più volte espressa dall’opposizione sul tema sanitario. Nel mirino ci sono sia il metodo adottato dalla maggioranza sia i contenuti delle decisioni che riguardano ospedali, emergenza e distribuzione dei servizi sul territorio. Pepe parla di una gestione debole e inconcludente, sostenendo che su un dossier così rilevante sarebbe servita una risposta più netta e documentata.
L’esponente del PD evidenzia inoltre che l’interpellanza era stata condivisa con altri consiglieri del gruppo, a conferma di una preoccupazione politica più ampia sulla posizione del Teramano nella pianificazione regionale. Il punto centrale resta capire quali siano gli orientamenti effettivi della Regione e se esista uno studio destinato a influenzare le future scelte sui presidi di riferimento.
Un tema destinato a restare aperto
La vicenda, per ora, aggiunge un nuovo capitolo al confronto sulla sanità in Abruzzo. In attesa di eventuali ulteriori chiarimenti istituzionali, la questione continua ad avere un forte peso politico e territoriale, soprattutto in una provincia come quella di Teramo che da anni chiede garanzie sul mantenimento e sul rafforzamento dei servizi sanitari essenziali.
Per Giulianova e per l’intera area teramana, il dossier resta quindi da seguire con attenzione: le decisioni che saranno prese sulla rete ospedaliera regionale potranno avere effetti concreti sull’organizzazione dell’assistenza e sul ruolo dei presidi di riferimento per migliaia di cittadini.
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