All’ospedale di Penne si amplia l’offerta urologica con l’introduzione di una nuova procedura endoscopica destinata al trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna. La metodica, disponibile nell’ambito dell’attività della Uoc di Urologia della Asl di Pescara, entra così tra le opzioni terapeutiche offerte ai pazienti seguiti nel presidio vestino, un riferimento sanitario che interessa anche utenti provenienti da diverse aree dell’Abruzzo, compresa la fascia costiera e il Teramano.
Una nuova possibilità terapeutica per pazienti selezionati
La tecnica introdotta è la iTind, soluzione mini-invasiva rivolta a casi individuati dagli specialisti, in particolare persone con disturbi urinari legati all’ostruzione prostatica e con quadro clinico lieve o moderato. Si tratta di un trattamento pensato soprattutto per prostate di volume piccolo o medio e può rappresentare una scelta utile anche in pazienti relativamente giovani, quando il parere medico orienta verso un approccio conservativo.
La procedura viene eseguita per via endoscopica e non comporta la rimozione del tessuto prostatico. Proprio questa caratteristica la rende una delle alternative considerate nei percorsi di cura personalizzati, con l’obiettivo di ridurre l’ostruzione urinaria mantenendo inalterata l’anatomia della prostata. Tra i vantaggi indicati dalla struttura sanitaria figurano anche tempi di recupero generalmente contenuti e un’elevata probabilità di tutela della funzione eiaculatoria nei pazienti adatti al trattamento.
I disturbi più frequenti dell’ipertrofia prostatica benigna
L’ipertrofia prostatica benigna è una condizione molto diffusa tra gli uomini in età adulta e anziana. Può incidere in modo significativo sulla qualità della vita quotidiana, provocando un flusso urinario più debole, difficoltà a svuotare completamente la vescica, bisogno di urinare più spesso, urgenza minzionale e ripetuti risvegli notturni.
Per questo la definizione della terapia non segue uno schema unico. Gli specialisti valutano infatti diversi aspetti: dimensioni e forma della prostata, livello di ostruzione, età del paziente, eventuale presenza di altre patologie e risultato che si intende ottenere dal trattamento. In quest’ottica, avere a disposizione più tecniche consente di adattare la scelta alle condizioni del singolo caso.
Le tecniche già disponibili nel reparto di Urologia
L’arrivo della iTind si inserisce in un percorso già avviato nel reparto di Urologia di Penne, diretto dal dottor Roberto Renzetti. La struttura dispone infatti già di altre procedure per affrontare l’ipertrofia prostatica benigna, dalle metodiche mini-invasive fino alla chirurgia tradizionale. Tra queste figurano Rezum, la resezione transuretrale della prostata e la fotovaporizzazione prostatica con Green Laser.
La possibilità di scegliere tra trattamenti differenti permette al personale medico di costruire un iter di cura su misura, cercando il miglior equilibrio tra efficacia clinica, recupero funzionale ed esigenze personali del paziente. Le attività dedicate allo sviluppo delle tecniche meno invasive per questa patologia sono coordinate dal dottor Giuliano Giacinto Di Pietrantonio e dal dottor Walter Fusco.
Un presidio sanitario che interessa anche il territorio abruzzese più ampio
L’aggiornamento delle dotazioni terapeutiche in una struttura ospedaliera come quella di Penne rappresenta un elemento di interesse anche per molte famiglie abruzzesi che guardano ai servizi sanitari regionali in una logica di prossimità e specializzazione. Per chi vive sulla costa teramana, a Giulianova o nei centri vicini, la possibilità di contare su un’offerta sanitaria regionale più articolata può tradursi in maggiori opportunità di accesso a cure mirate senza uscire dall’Abruzzo.
Secondo quanto evidenziato dalla direzione della Urologia, l’obiettivo resta quello di individuare per ogni paziente la soluzione più adatta sotto il profilo clinico e funzionale, combinando tecniche mini-invasive e procedure chirurgiche già consolidate. L’inserimento della nuova metodica va quindi nella direzione di una sanità sempre più orientata alla personalizzazione della terapia.
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