Un piano industriale da oltre 80 milioni di euro rilancia lo stabilimento Pilkington di San Salvo, uno dei poli produttivi più rilevanti dell’Abruzzo. Nelle scorse ore è stato avviato il percorso di ammodernamento del forno float, con la dismissione del vecchio impianto e l’apertura delle operazioni che porteranno alla sua completa ricostruzione tecnologica.

La notizia interessa l’intero sistema economico regionale, compreso il Teramano e la costa adriatica, per il peso che un sito industriale di queste dimensioni ha sulla filiera del lavoro e dell’indotto abruzzese. L’intervento, finanziato interamente con risorse private dal gruppo giapponese NSG, punta a garantire continuità produttiva e prospettive occupazionali di lungo periodo.

Visita istituzionale nello stabilimento

In occasione dell’avvio della fase operativa, il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio ha raggiunto l’impianto di San Salvo insieme all’assessore regionale al Lavoro Tiziana Magnacca e al capo di Gabinetto della Presidenza Stefano Cianciotta. Ad accogliere la delegazione sono stati i responsabili aziendali guidati dal presidente di Pilkington Italia, Graziano Marcovecchio.

Il sopralluogo si è svolto dopo lo spegnimento del forno, fermato da alcuni giorni per consentire il raffreddamento e l’accesso all’area interna in sicurezza. La fase appena iniziata rappresenta un passaggio tecnico cruciale per uno stabilimento che da anni occupa un ruolo centrale nella produzione di vetro destinato al settore automotive.

Quattordici settimane di lavori e ricadute sull’indotto

Il cantiere per il rifacimento del forno dovrebbe protrarsi per circa 14 settimane. In questo periodo saranno impiegate numerose maestranze specializzate, con un movimento che potrà produrre effetti immediati anche sulle attività collegate, dall’ospitalità ai servizi, fino alla ristorazione del territorio interessato.

Per l’Abruzzo si tratta di una delle operazioni industriali più consistenti degli ultimi anni all’interno del sito di San Salvo. L’obiettivo dichiarato è estendere la vita produttiva dell’impianto per un nuovo ciclo pluriennale, consolidando una presenza che viene considerata strategica per l’economia regionale.

Il nodo occupazione e il precedente della pandemia

Nel corso della visita è stato richiamato anche il passaggio delicato vissuto durante l’emergenza sanitaria, quando lo stabilimento aveva attraversato una fase di forte incertezza. La peculiarità degli impianti a ciclo continuo, che non possono essere fermati senza conseguenze rilevanti, aveva reso necessario un intervento straordinario per evitare il blocco dell’attività.

Secondo quanto ricordato dalla Regione, in quel contesto furono messe in campo risorse per sostenere il mantenimento in funzione del forno e salvaguardare i posti di lavoro legati al polo produttivo. Oggi, con la conclusione naturale del precedente ciclo dell’impianto, il nuovo investimento viene letto come un segnale di stabilità e di rilancio.

Meno consumo d’acqua nel nuovo assetto produttivo

Accanto al rifacimento del forno, il programma comprende anche un adeguamento del sistema di raffreddamento, con una riduzione molto marcata del fabbisogno idrico. La stima indicata parla di un passaggio da circa 20 metri cubi l’ora a 2 o 3, con un taglio vicino al 90 per cento.

Un elemento che viene considerato particolarmente significativo per il comprensorio vastese, spesso alle prese con criticità legate alla disponibilità d’acqua nei mesi estivi. Il miglioramento sul fronte dei consumi ambientali aggiunge quindi un ulteriore aspetto di interesse a un investimento che guarda non solo alla produzione, ma anche alla sostenibilità del sito.

Per un territorio come quello abruzzese, dove industria, occupazione e servizi locali restano strettamente collegati, l’avvio di questa operazione viene osservato con attenzione anche da altre aree della regione, compresa la provincia di Teramo e il comprensorio di Giulianova, sensibili agli equilibri economici e produttivi dell’intero versante adriatico.

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