Il Santuario di San Gabriele dell’Addolorata torna al centro del dibattito pubblico in provincia di Teramo. I religiosi che gestiscono il complesso di Isola del Gran Sasso hanno sollecitato interventi concreti su viabilità, servizi igienici, parcheggi, collegamenti verticali e accoglienza dei pellegrini, richiamando l’attenzione degli enti locali e regionali su criticità considerate ormai non più rinviabili.
La questione riguarda uno dei luoghi religiosi più frequentati d’Abruzzo, meta ogni anno di un flusso stimato in circa due milioni di visitatori. Un movimento che non interessa soltanto Isola del Gran Sasso, ma l’intero versante teramano del Gran Sasso, con ricadute anche sul turismo della provincia e sulle attività collegate all’ospitalità.
Un dossier per chiedere interventi agli enti
Le richieste sono state raccolte in un documento predisposto dal rettore del Santuario, padre Raffaele De Fulvio. Nel testo vengono indicati i nodi irrisolti e vengono chiamati in causa, tra gli altri, i Comuni di Isola del Gran Sasso e Colledara, la Provincia di Teramo, la Regione Abruzzo e gli altri soggetti istituzionali competenti sul territorio.
Il punto di partenza dei frati è la necessità di garantire condizioni più dignitose e funzionali a chi raggiunge il Santuario, in particolare nei periodi di maggiore affluenza. Non si tratta, secondo quanto evidenziato dai religiosi, di esigenze interne alla comunità, ma di servizi essenziali per pellegrini, famiglie, anziani, persone con disabilità e gruppi organizzati che arrivano da ogni parte d’Italia.
Strade, parcheggi e ascensori tra le priorità
Tra le criticità segnalate figura la strada provinciale 491, collegamento utilizzato da molti automobilisti per raggiungere il complesso religioso dall’area autostradale. Pur essendo stati eseguiti lavori in passato, l’ultimo tratto viene descritto come non adeguato ai volumi di traffico che il Santuario è chiamato a sostenere, soprattutto nelle giornate di festa e nei grandi appuntamenti religiosi.
Nel documento vengono richiamate anche le condizioni dei servizi igienici e delle aree di sosta, considerate insufficienti o non pienamente fruibili rispetto al numero di presenze. Un capitolo specifico riguarda gli ascensori che avrebbero dovuto collegare il parcheggio comunale con l’area del Santuario: strutture realizzate attorno al 2000 che, secondo quanto denunciato, non sarebbero mai state realmente messe in funzione. Un problema particolarmente rilevante per chi ha difficoltà motorie o per i visitatori più anziani.
Ulteriori rilievi riguardano alcune aree picnic e spazi pubblici finanziati negli anni ma rimasti, a giudizio dei responsabili del Santuario, privi di una gestione efficace. Nel dossier viene ricordato anche il volume di risorse pubbliche destinato al comprensorio tra gli anni Novanta e il Duemila, periodo nel quale la presenza del Santuario avrebbe favorito investimenti per circa 28 miliardi di lire.
Sicurezza e accoglienza nei giorni di grande afflusso
La gestione dei picchi di presenze è un altro tema centrale. In alcune giornate il numero dei visitatori può superare le diecimila unità, con conseguenze su traffico, parcheggi, assistenza e ordine degli accessi. Per questo i frati chiedono una programmazione più stabile, che includa una migliore regolazione della circolazione, la cura del verde e degli spazi urbani, oltre alla presenza di un presidio sanitario o di un medico di guardia durante gli eventi più affollati.
Tra le proposte avanzate ci sono anche navette e servizi di accompagnamento turistico, così da distribuire meglio i flussi e valorizzare i luoghi vicini. L’obiettivo indicato è quello di costruire un’offerta territoriale più ampia, capace di affiancare alla dimensione religiosa anche percorsi culturali, naturalistici ed enogastronomici.
La Valle Siciliana come destinazione turistica
La prospettiva indicata dai religiosi guarda alla Valle Siciliana come area da promuovere in modo coordinato. Il comprensorio, compreso tra i fiumi Mavone e Ruzzo e inserito nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, custodisce borghi, sentieri, chiese storiche e paesaggi di forte richiamo. Accanto al Santuario di San Gabriele, spiccano luoghi come l’Eremo di Santa Colomba, la chiesa romanica di San Giovanni ad Insulam, Castel Castagna, l’abbazia di Santa Maria di Ronzano e le frazioni ai piedi del massiccio.
Per dare continuità alle richieste, il Santuario ha sollecitato l’apertura di un tavolo istituzionale permanente con Regione Abruzzo, Provincia di Teramo, Comuni della Valle Siciliana e Parco Nazionale. Una sede di confronto che, nelle intenzioni, dovrebbe trasformare le segnalazioni in un piano operativo per rendere più accessibile e accogliente uno dei principali poli religiosi e turistici del territorio teramano.

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