Un nuovo riconoscimento internazionale coinvolge l’Università degli Studi Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara e, più in generale, il mondo accademico abruzzese. Il professor Pierluigi Sacco, docente di Politica economica nell’ateneo e delegato del Rettore alla Mobilità e alle Relazioni internazionali, è stato chiamato a far parte della Nature Medicine GBHI Commission on Brain Health, organismo nato per approfondire in chiave multidisciplinare i fattori che incidono sulla salute del cervello.
Un gruppo di lavoro sul futuro della salute cerebrale
La commissione riunisce competenze internazionali attorno a un tema che sta assumendo un peso crescente nella ricerca scientifica: l’esposomica. Con questo termine si indica l’insieme delle esposizioni che, nel corso della vita, interagiscono con l’organismo e possono influenzarne il funzionamento. Il lavoro del nuovo gruppo non si limita però a considerare l’ambiente come fonte di rischio o di danno, ma punta ad ampliare la prospettiva includendo anche dimensioni sociali, relazionali, culturali ed estetiche.
Alla base dell’approccio c’è l’idea che il cervello non riceva semplicemente gli stimoli esterni in modo passivo. Al contrario, li interpreta, li anticipa e li elabora, sostenendo un costo biologico e metabolico. Da qui l’attenzione verso contesti di vita molto diversi tra loro: ambienti segnati da instabilità, isolamento o pressione possono incidere negativamente sulle risorse cognitive ed emotive, mentre situazioni più cooperative, ricche di relazioni e stimoli di qualità possono contribuire a rafforzarle.
Il contributo scientifico del professor Sacco
La presenza di Sacco nella commissione si collega al suo percorso di ricerca sui rapporti tra cultura, arti, benessere e sviluppo. Secondo l’impostazione portata avanti dal docente, la salute cerebrale può essere letta anche come l’esito progressivo del modo in cui l’ambiente riesce a sostenere, o al contrario a ostacolare, l’adattamento della persona. Non si tratta quindi soltanto di misurare gli effetti nocivi dell’esposizione a determinate condizioni, ma anche di comprendere come esperienze culturali e relazionali possano lasciare tracce positive nell’organismo.
Questo filone trova un riferimento nel Centro BACH, fondato dallo stesso Sacco all’interno della d’Annunzio. Il centro studia il ruolo della cultura e delle arti come possibili determinanti di salute, utilizzando strumenti di analisi metabolomica e osservazioni bio-comportamentali. L’obiettivo è indagare in modo misurabile come determinate esperienze possano incidere sui processi corporei e sui comportamenti, portando nel campo della ricerca sanitaria elementi spesso considerati difficili da quantificare.
Un tema che unisce ricerca, società ed economia
La commissione Nature Medicine GBHI nasce dunque con l’intento di proporre una lettura più ampia della salute del cervello, mettendo in relazione biologia, ambiente, cultura e organizzazione sociale. In questo quadro, il contributo di un economista della cultura come Sacco riguarda anche il concetto di capitale cerebrale, considerato una risorsa decisiva per la capacità delle comunità di affrontare cambiamenti, crisi e trasformazioni economiche.
Per l’ateneo abruzzese si tratta di una presenza in un contesto di confronto internazionale su un tema che attraversa discipline diverse, dalla medicina alle scienze sociali, fino agli studi culturali. La partecipazione del docente alla nuova commissione conferma l’attenzione crescente verso la salute cerebrale non solo come questione clinica, ma come risultato di condizioni di vita, relazioni, opportunità culturali e qualità degli ambienti in cui le persone crescono, studiano e lavorano.

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