Il previsto trasferimento di alcune famiglie ucraine ospitate a Pineto verso Roseto degli Abruzzi apre un fronte di preoccupazione sul piano sociale, scolastico e assistenziale. A sollevare il caso sono esponenti del Movimento 5 Stelle, che chiedono alle istituzioni coinvolte di valutare con particolare cautela gli effetti dello spostamento, soprattutto nei nuclei in cui sono presenti bambini con disabilità o situazioni di fragilità già seguite sul territorio.
La vicenda riguarda persone arrivate in Abruzzo dopo lo scoppio della guerra in Ucraina e inserite, nel tempo, in percorsi di accoglienza a Pineto. Secondo quanto evidenziato dal M5S, per diverse famiglie il trasferimento non rappresenterebbe soltanto un cambio di sistemazione, ma rischierebbe di interrompere relazioni, abitudini e servizi costruiti con fatica negli ultimi mesi o anni.
Il nodo della continuità scolastica
Uno degli aspetti ritenuti più delicati riguarda la scuola. Il possibile spostamento arriva infatti nella parte finale dell’anno scolastico, una fase particolarmente sensibile per gli alunni già inseriti nelle classi e nelle attività educative. Per i rappresentanti pentastellati, bambini e ragazzi avrebbero ormai trovato punti di riferimento negli istituti frequentati a Pineto, instaurando legami con compagni, insegnanti e personale scolastico.
La richiesta rivolta a Prefettura, Comuni interessati e soggetti gestori è quella di evitare soluzioni improvvise o comunque non accompagnate da misure adeguate. In particolare, viene indicata la necessità di garantire trasporti, assistenza e sostegni che permettano ai minori coinvolti di non perdere la rete educativa e sociale costruita sul territorio pinetese.
Famiglie fragili e nuove sistemazioni
Nel dibattito entra anche il tema delle condizioni materiali del trasferimento. Alcune famiglie, viene osservato, potrebbero non disporre delle risorse necessarie per affrontare un trasloco e spostare i propri effetti personali da Pineto a Roseto. A ciò si aggiunge la preoccupazione per il passaggio, in alcuni casi, da appartamenti utilizzati per un periodo prolungato a sistemazioni in camere d’albergo.
Per chi ha cercato di ricostruire una quotidianità dopo l’allontanamento dal proprio Paese, il cambio di contesto potrebbe tradursi in una perdita di autonomia e stabilità. Il tema assume un peso ancora maggiore quando riguarda bambini con bisogni specifici, famiglie già seguite dai servizi e percorsi di inclusione avviati con il supporto della comunità locale.
L’appello del Movimento 5 Stelle
A intervenire sono Francesco Taglieri ed Erika Alessandrini, consiglieri del Movimento 5 Stelle, insieme a Simona Astolfi, già coordinatrice provinciale del movimento nel Teramano. Pur riconoscendo che la gestione dell’accoglienza rientra nella programmazione istituzionale coordinata dalla Prefettura, i tre chiedono un supplemento di attenzione per i casi più vulnerabili.
Il punto centrale, secondo gli esponenti del M5S, è trovare un equilibrio tra esigenze organizzative e tutela delle persone. Il trasferimento, sostengono, dovrebbe essere valutato non solo come questione logistica, ma anche per le conseguenze che può produrre su bambini, famiglie e percorsi assistenziali già avviati.
Coinvolti Pineto e Roseto degli Abruzzi
La questione interessa direttamente due comuni della costa teramana, Pineto e Roseto degli Abruzzi, entrambi coinvolti nella rete di accoglienza. Nel caso di Pineto, viene richiamato il lavoro svolto dall’amministrazione comunale e dai servizi del territorio per favorire l’inserimento delle famiglie ucraine, in particolare nei casi più complessi.
L’invito finale è all’apertura di un confronto rapido tra tutti i soggetti competenti, con l’obiettivo di individuare soluzioni graduali e sostenibili. L’attenzione, secondo il Movimento 5 Stelle, dovrebbe concentrarsi sulle famiglie che rischiano di subire le maggiori ripercussioni, evitando che un riassetto organizzativo dell’accoglienza comprometta percorsi di inclusione già consolidati.







