Resta aperta la partita sugli impianti di risalita dei Prati di Tivo, punto strategico per il turismo montano del Teramano e meta conosciuta anche da molti frequentatori della costa, da Giulianova a Roseto, fino alla Val Vibrata. Nelle ultime ore il confronto attorno alla possibile riattivazione del servizio per la stagione estiva ha registrato un nuovo passaggio, ma il quadro non appare ancora definito.
La Gran Sasso Teramano avrebbe infatti formalizzato un’intesa per riportare Marco Finori all’interno del percorso operativo legato agli impianti. Il suo coinvolgimento viene indicato come un tassello decisivo perché la riapertura richiede la presenza di una figura tecnica abilitata alla direzione dell’esercizio. Senza questo passaggio, la ripartenza delle strutture rischierebbe di rimanere bloccata sul piano gestionale e autorizzativo.
Il ruolo del direttore tecnico per la riapertura
Il tema centrale riguarda la nomina del direttore tecnico, figura necessaria per garantire il corretto funzionamento degli impianti e il rispetto delle procedure previste per l’esercizio. In assenza di una soluzione su questo punto, ogni ipotesi di riattivazione per i mesi estivi resta appesa alle verifiche degli enti coinvolti.
Il nome di Finori torna così al centro di una vicenda già segnata in passato da rapporti non semplici con la società che gestisce la partita degli impianti. Proprio per questo il suo possibile rientro viene letto come una mossa rilevante, maturata in un contesto in cui il tempo a disposizione per salvare la stagione turistica è ormai limitato.
La Provincia valuta i passaggi prima del via libera
Accanto all’accordo raggiunto dalla Gran Sasso Teramano, resta però la posizione della Provincia di Teramo, chiamata a esaminare gli atti e a verificare la correttezza del percorso amministrativo. L’ente, secondo quanto emerso, non avrebbe ancora accelerato in modo definitivo, preferendo prendere tempo prima di procedere con eventuali decisioni operative.
Questa fase di attesa alimenta l’incertezza tra operatori, appassionati della montagna e amministratori locali, perché la finestra utile per programmare l’apertura estiva non è ampia. I Prati di Tivo rappresentano una risorsa importante non solo per Pietracamela e per l’area interna del Gran Sasso, ma anche per l’intera provincia di Teramo, che punta da anni a integrare offerta balneare e turismo naturalistico.
Una questione che riguarda tutto il turismo teramano
La situazione degli impianti ha ricadute che vanno oltre la località montana. Per molte attività ricettive, guide, strutture di ristorazione e servizi turistici, la possibilità di avere impianti funzionanti durante l’estate incide sulla capacità di attrarre visitatori. Anche dalla costa giuliese e dai centri vicini, Prati di Tivo è una destinazione abituale per escursioni, weekend e giornate sul Gran Sasso.
La riapertura, dunque, non è soltanto una questione tecnica, ma un passaggio che interessa l’economia locale e l’immagine complessiva del territorio teramano. In questa fase, tuttavia, l’unico elemento concreto resta l’accordo per il possibile ritorno di Finori, mentre si attende di capire se la Provincia riterrà conclusi gli approfondimenti necessari.
Attesa per le prossime decisioni
Le prossime ore o i prossimi giorni saranno determinanti per comprendere se l’intesa già sottoscritta potrà trasformarsi in un effettivo passo verso la riapertura. La stagione estiva è ormai entrata nel vivo e, per gli operatori dell’area, ogni rinvio rischia di ridurre ulteriormente i margini di programmazione.
La vicenda rimane quindi sospesa tra la necessità di dare risposte rapide al territorio e l’esigenza di completare tutte le verifiche istituzionali. Solo al termine di questo passaggio sarà possibile capire se gli impianti dei Prati di Tivo potranno tornare a essere disponibili per residenti, turisti e frequentatori della montagna teramana.

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