Nuovo sviluppo nell’inchiesta sulla tentata rapina all’ufficio postale di Villa Tordinia, frazione del territorio teramano. La Polizia di Stato ha eseguito una misura cautelare nei confronti di un uomo residente in provincia di Teramo, ritenuto dagli investigatori il supporto logistico del presunto autore dell’assalto avvenuto il 12 luglio 2025.
Il provvedimento dispone gli arresti domiciliari. L’indagato, secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbe avuto un ruolo nella preparazione del colpo e nella successiva fase di fuga, offrendo anche ospitalità all’uomo che materialmente avrebbe fatto irruzione nella filiale.
La tentata rapina del 12 luglio 2025
L’episodio risale alla mattina del 12 luglio dello scorso anno, all’orario di apertura dell’ufficio postale. Un uomo, arrivato da fuori regione, sarebbe entrato nei locali armato di una pistola, poi risultata essere una replica, affrontando una dipendente.
La situazione era degenerata in una colluttazione. Le urla della lavoratrice avevano però richiamato l’attenzione e messo in difficoltà l’aggressore, costretto ad allontanarsi senza riuscire a portare via denaro o altri beni. Durante la fuga erano stati abbandonati alcuni oggetti ritenuti utili alle indagini, tra cui l’arma finta, fascette in plastica e nastro da imballaggio.
Le verifiche della Squadra Mobile
Le indagini della Squadra Mobile di Teramo si erano concentrate fin dalle ore successive sui movimenti del sospettato e sulle persone che avrebbero potuto aiutarlo. Il giorno dopo il tentato colpo, gli agenti avevano individuato l’uomo nella zona di Aprati, frazione del Comune di Crognaleto, mentre si trovava a bordo di un’auto guidata da un’altra persona.
Durante le perquisizioni erano stati sequestrati materiali considerati compatibili con la preparazione della rapina: nastro adesivo, fascette, la confezione e lo scontrino della pistola replica, oltre ad alcuni indumenti. Una felpa, in particolare, sarebbe stata recuperata sotto un ponte in località Villa Ripa, dove secondo gli investigatori era stata gettata dopo i fatti.
Uno dei due uomini era inoltre già ricercato, poiché destinatario di misure cautelari emesse da un altro ufficio giudiziario per ipotesi di reato legate a rapina e sequestro di persona. Nei suoi confronti era anche in corso una misura di prevenzione con obbligo di soggiorno.
Il presunto ruolo del basista
Il lavoro investigativo è proseguito con l’analisi delle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza, dei tabulati telefonici, dei dispositivi elettronici e dei tracciati GPS. Incrociando questi elementi, la Polizia ha ricostruito i contatti e gli spostamenti avvenuti prima e dopo la tentata rapina.
Da questo quadro sarebbe emerso il presunto contributo dell’uomo ora finito ai domiciliari. Per l’accusa avrebbe ospitato il complice, lo avrebbe accompagnato in auto nella giornata dell’assalto, avrebbe svolto funzioni di controllo all’esterno e avrebbe partecipato all’organizzazione della fuga.
Il procedimento resta nella fase delle indagini e le responsabilità dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti. La vicenda, per la sua collocazione nel territorio teramano, resta di particolare attenzione anche per i centri della costa, da Giulianova a Roseto degli Abruzzi, dove la sicurezza degli uffici pubblici e dei servizi di prossimità è un tema sentito dalle comunità locali.

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