La crisi del porto di Pescara continua a pesare sul lavoro della marineria e dell’intera filiera del pesce, con effetti che interessano anche la costa abruzzese e quindi il comparto ittico seguito con attenzione pure nel Teramano. Nelle scorse ore una delegazione composta da rappresentanti dei pescatori e degli operatori commerciali ha avuto un confronto con il viceprefetto per fare il punto su una situazione giudicata non piu sostenibile.

Al termine dell’incontro, il clima e stato di prudente attesa. Da parte delle categorie coinvolte e emersa una soddisfazione solo parziale: sul tavolo sarebbero arrivate aperture e impegni, ma ora il settore aspetta passaggi concreti su temi considerati decisivi per la sopravvivenza delle attivita.

Porto di Pescara, problemi su fondali e sicurezza

Tra le principali criticita segnalate ci sono i bassi fondali e la presenza di secche, elementi che rendono difficoltosa l’uscita e l’ingresso delle imbarcazioni. Per alcuni pescherecci di dimensioni maggiori, di fatto, l’operativita sarebbe gia compromessa. Una condizione che viene ritenuta rischiosa non solo sul piano economico, ma anche per la sicurezza degli equipaggi.

Il nodo del dragaggio resta quindi centrale. La marineria chiede interventi rapidi e risolutivi per restituire piena funzionalita allo scalo e garantire condizioni di navigazione adeguate. Il timore, espresso dai rappresentanti del settore, e che senza risposte tempestive il porto possa andare incontro a un progressivo blocco delle attivita.

Mercato ittico e ristori economici per la filiera

Nel confronto con il viceprefetto si e parlato anche del mercato ittico e delle ripercussioni economiche che la situazione del porto sta causando. A soffrire non sono soltanto i pescatori, ma anche i commercianti e tutto l’indotto legato allo sbarco, alla vendita e alla distribuzione del prodotto ittico.

Le associazioni hanno chiesto misure di sostegno economico per un comparto che vede ridursi la propria capacita di lavoro. Tra le richieste figura anche l’attivazione di un tavolo di crisi, ritenuto necessario per affrontare in modo strutturato una vertenza che coinvolge piu soggetti istituzionali e produttivi.

La posizione delle associazioni dopo l’incontro in prefettura

A rappresentare le istanze della categoria e stato, tra gli altri, Doriano Camplone, presidente dell’associazione Mimmo Grosso. Il messaggio emerso e improntato alla cautela: le rassicurazioni ricevute vengono considerate un primo passaggio, ma non ancora sufficiente per archiviare lo stato di allarme che vive la marineria.

Le organizzazioni del settore hanno ribadito la necessita di interventi immediati e di una soluzione stabile. L’obiettivo indicato e quello di evitare che l’emergenza si trasformi in un danno irreversibile per il sistema della pesca locale, con inevitabili riflessi lungo tutta la costa adriatica abruzzese.

Proteste sospese, ma resta alta la tensione

Prima del vertice era stata presa in considerazione anche l’ipotesi di una manifestazione clamorosa, compresa l’occupazione dell’asse attrezzato. Per il momento ha prevalso la strada del confronto istituzionale, nella speranza che dagli impegni annunciati si passi in tempi brevi ai fatti.

La mobilitazione, tuttavia, non viene esclusa. Se le risposte attese non dovessero arrivare, la protesta potrebbe essere semplicemente rinviata. Un segnale che testimonia il livello di esasperazione di un comparto strategico per l’economia del mare, osservato con interesse anche nelle marinerie della costa teramana, da Giulianova a Roseto degli Abruzzi, dove i temi della sicurezza dei porti e della tenuta della filiera ittica restano centrali.