La Regione Abruzzo ha avviato un nuovo confronto operativo sul futuro degli scali marittimi regionali, con due tappe istituzionali a Vasto e Ortona dedicate alla programmazione degli interventi e alla verifica delle opere già previste. Al centro degli incontri, il rafforzamento della rete portuale abruzzese, un tema che interessa anche la costa teramana e l’intero sistema economico legato all’Adriatico.

Verifica sui programmi di investimento

Il presidente della Regione Marco Marsilio ha partecipato alle riunioni insieme ai rappresentanti delle autorità marittime e dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale. I sopralluoghi e i tavoli tecnici si sono svolti prima a Vasto, nella sede dell’Ufficio circondariale marittimo, e poi a Ortona, alla Capitaneria di porto.

Accanto al governatore erano presenti anche il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Mirco Carloni, e Simone Mancini, componente indicato dalla Regione nel Comitato di gestione dell’AdSP. L’obiettivo dichiarato è stato quello di fare il punto sulle risorse disponibili, sui cantieri programmati e sulle priorità da affrontare nei due scali considerati strategici per l’Abruzzo.

Vasto, focus su diga foranea, banchine e settore ittico

Per il porto di Vasto il quadro illustrato riguarda un pacchetto di interventi che vale complessivamente circa 70 milioni di euro. Tra le opere principali figurano il prolungamento della diga di protezione e il potenziamento della banchina, con uno stanziamento indicato in 20 milioni di euro. A questi si aggiungono altri 25 milioni destinati a opere di sviluppo e 600mila euro per il consolidamento del polo dedicato alla pesca.

Si tratta di interventi che puntano a migliorare la funzionalità dello scalo e a rafforzarne la capacità operativa, con ricadute attese sia sul traffico marittimo sia sulle attività economiche collegate al porto.

Ortona verso il ruolo di hub logistico regionale

Per lo scalo di Ortona è stato confermato un piano di ammodernamento da quasi 70 milioni di euro. Le risorse sono finalizzate all’adeguamento delle infrastrutture portuali e al consolidamento del porto come punto di riferimento commerciale e logistico per l’intera regione.

Nel corso dell’incontro è stato inoltre richiamato l’investimento collegato al progetto industriale di Renexia, legato alla produzione di turbine e pale per l’eolico. L’intervento, nelle intenzioni illustrate durante il vertice, dovrebbe avere un impatto rilevante sull’assetto dell’area portuale, anche attraverso la realizzazione di nuove superfici operative.

Tra i temi affrontati anche lo sviluppo di attività produttive già radicate sul territorio, come quelle legate al gruppo De Cecco, con l’iter per la nuova struttura produttiva indicato in una fase avanzata sotto il profilo autorizzativo.

Un tema che riguarda anche la costa teramana

Il riassetto del sistema portuale abruzzese non interessa soltanto le città direttamente coinvolte. La programmazione su Vasto e Ortona si inserisce infatti in una visione più ampia che tocca la mobilità delle merci, la filiera della pesca, la logistica e i collegamenti economici lungo tutta la costa, da Giulianova fino al sud della regione.

Per il territorio teramano, dove il rapporto con il mare resta centrale sia per il turismo sia per le attività produttive, l’evoluzione degli scali maggiori abruzzesi rappresenta un indicatore importante delle scelte infrastrutturali regionali. I prossimi passaggi serviranno a chiarire tempi di attuazione, priorità operative e ricadute concrete dei finanziamenti annunciati.

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