Il tema della portualità abruzzese torna al centro del dibattito politico nazionale con una iniziativa parlamentare che riguarda risorse pubbliche, infrastrutture marittime e prospettive logistiche della regione. Il deputato Giulio Sottanelli, esponente di Azione, ha presentato una interrogazione scritta rivolta al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per chiedere chiarimenti sui finanziamenti destinati agli scali abruzzesi e attualmente fermi.

La questione interessa l’intero sistema costiero regionale, compreso il territorio teramano e la costa tra Giulianova, Roseto degli Abruzzi e la Val Vibrata, dove il rapporto tra mare, trasporti, turismo, pesca e attività produttive rappresenta una componente importante dell’economia locale. Pur non riguardando direttamente il porto di Giulianova nei numeri citati, il dossier si inserisce in una discussione più ampia sulla capacità dell’Abruzzo di programmare e gestire in modo coordinato le proprie infrastrutture portuali.

Le risorse ferme per Pescara e Ortona

Al centro dell’intervento parlamentare ci sono 101,2 milioni di euro riferiti all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale. Una parte di queste somme riguarda interventi in Abruzzo: 21,2 milioni sarebbero collegati al porto di Pescara, mentre 6 milioni risultano destinati allo scalo di Ortona.

Secondo Sottanelli, il blocco delle risorse da parte del Ministero dell’Economia rischia di frenare opere considerate essenziali per rendere più efficienti e sicuri gli scali. Nel quadro indicato dal deputato rientrano lavori di dragaggio, adeguamenti delle banchine e interventi infrastrutturali necessari per migliorare operatività, accessibilità e competitività dei porti.

La richiesta indirizzata al Governo è quella di ripristinare integralmente i fondi previsti, evitando che decisioni di natura finanziaria rallentino cantieri e programmi ritenuti strategici per il sistema economico regionale.

Il nodo di Ortona e le opere attese

Particolare attenzione viene posta sul porto di Ortona, infrastruttura considerata centrale per i collegamenti commerciali dell’Abruzzo e per il rapporto tra costa, aree interne e mercati esteri. Nel corso degli anni, ricorda Sottanelli, diversi interventi hanno subito modifiche nei finanziamenti, con una sequenza di stanziamenti e successive riduzioni che avrebbe inciso sulla continuità della programmazione.

Tra le opere richiamate figurano il completamento della Banchina di Riva Nuova, il Molo Martello, il collegamento ferroviario sulla banchina nord e il prolungamento del Molo sud. Si tratta di interventi che, nel loro insieme, superano gli 85 milioni di euro e che vengono indicati come fondamentali per rafforzare la funzione logistica dello scalo.

Il tema riguarda anche le imprese dell’entroterra, che spesso devono sostenere costi più elevati per il trasporto di materie prime e prodotti finiti. Una rete portuale più efficiente potrebbe incidere sulla competitività delle aziende abruzzesi e sulla loro capacità di raggiungere i mercati di esportazione.

La proposta di una regia portuale abruzzese

Oltre allo sblocco dei fondi, l’interrogazione rilancia la proposta di istituire una Autorità portuale abruzzese. Per Sottanelli, l’Abruzzo avrebbe bisogno di una struttura istituzionale più aderente alle esigenze del territorio, in grado di seguire con maggiore continuità la programmazione degli investimenti e lo sviluppo degli scali regionali.

La richiesta si inserisce in un momento in cui la regione guarda con attenzione alle opportunità offerte dai corridoi europei. L’estensione del Corridoio Baltico-Adriatico e il riconoscimento di Ortona come nodo logistico della rete TEN-T sono considerati passaggi di rilievo per collocare l’Abruzzo in una dimensione più competitiva nel sistema dei trasporti continentali.

Per il territorio teramano, da Giulianova a Roseto e fino ai comuni della costa nord, il rafforzamento delle infrastrutture regionali rappresenta un tema di interesse non solo per la logistica, ma anche per la capacità complessiva dell’Abruzzo di attrarre investimenti, migliorare i collegamenti e valorizzare il ruolo dell’Adriatico.

Attese risposte sui tempi e sulle decisioni

Con l’atto parlamentare, Sottanelli chiede ai ministeri competenti di indicare tempi e modalità per il possibile ripristino delle somme bloccate. La partita, dunque, si sposta ora sul piano delle risposte del Governo e sulla possibilità di riaprire il percorso finanziario per gli interventi previsti.

La portualità abruzzese resta un dossier aperto, nel quale si intrecciano investimenti pubblici, sviluppo industriale, collegamenti ferroviari e marittimi, sicurezza della navigazione e competitività dei territori. Una discussione che, pur partendo dai casi di Pescara e Ortona, riguarda l’intera fascia adriatica regionale e viene seguita con attenzione anche dalle comunità della provincia di Teramo.

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