La provincia di Teramo è quella che, in Abruzzo, presenta la percentuale più alta di risorse Pnrr riferite a interventi già chiusi. È il dato che emerge dall’ultimo quadro di aggiornamento sul Piano nazionale di ripresa e resilienza, che fotografa una regione complessivamente poco sopra la media italiana ma con differenze marcate tra un territorio e l’altro.
Nel Teramano i progetti finanziati risultano 4.143, per un valore complessivo di 678,3 milioni di euro. Di queste risorse, il 43,6% è collegato a opere o iniziative classificate come concluse: una quota che colloca il territorio davanti alle altre province abruzzesi e che assume un peso particolare anche per i comuni della costa e dell’entroterra, da Giulianova a Roseto degli Abruzzi, fino alla Val Vibrata e all’area interna.
Il quadro regionale dei finanziamenti
Nel complesso, in Abruzzo il Pnrr finanzia 17.598 interventi per 3 miliardi e 705 milioni di euro. A livello regionale il 27,6% delle somme risulta associato a progetti completati, mentre il restante 72,4% riguarda procedure e cantieri ancora in corso. Il dato abruzzese risulta leggermente superiore alla media nazionale, ferma al 26,2%.
L’aggiornamento si basa sui dati ReGiS disponibili al primo luglio 2026 e analizzati in un dossier dei Servizi studi di Camera e Senato. La voce economicamente più consistente è quella della transizione ecologica, che assorbe 1 miliardo e 181,6 milioni di euro, pari al 31,9% del totale regionale. Seguono istruzione e ricerca con 818,2 milioni, digitalizzazione con 639,3 milioni, inclusione e coesione con 357,9 milioni e salute con 347,6 milioni. A questi si aggiungono 184,9 milioni destinati a REPowerEU e 175,6 milioni per le infrastrutture.
Il confronto tra le province abruzzesi
La distanza tra i territori appare evidente soprattutto osservando la distribuzione provinciale. Chieti conta 5.212 progetti per 923,5 milioni di euro e presenta una quota del 32,6% di risorse legate a interventi conclusi. L’Aquila registra 4.632 progetti per 909,5 milioni, ma con una percentuale di completamento sensibilmente più bassa, pari al 25,3%.
Teramo, pur con un ammontare complessivo inferiore rispetto a Chieti e L’Aquila, è la provincia che mostra la migliore capacità di chiudere gli interventi finanziati: 43,6% delle risorse su progetti ultimati. Pescara, con 3.548 interventi e 677,9 milioni, si ferma invece al 26,8%.
C’è poi un capitolo a parte che riguarda 248 progetti distribuiti su più province abruzzesi. In questo caso il valore complessivo arriva a 515,8 milioni di euro, ma la quota già conclusa è molto ridotta, appena il 2,8%, mentre quasi tutto il resto risulta ancora in fase di attuazione.
Chi gestisce gli interventi
Tra i principali soggetti attuatori compaiono innanzitutto i ministeri, con 9.300 progetti per 813,2 milioni di euro. Subito dopo ci sono i Comuni, che in Abruzzo seguono 3.663 interventi per 806,2 milioni. Un dato che interessa da vicino anche le amministrazioni locali del Teramano, chiamate a portare avanti opere pubbliche, servizi e investimenti sul territorio.
Nella ripartizione complessiva figurano anche le società per azioni, con 736,5 milioni, e la Regione Abruzzo, con 538 milioni. La fotografia d’insieme conferma dunque una macchina Pnrr molto ampia, ma con andamenti diversi a seconda delle aree amministrative e delle tipologie di progetto.
Cosa significa per il Teramano
Per la provincia di Teramo il dato rappresenta un indicatore significativo sullo stato di avanzamento degli investimenti pubblici. In un’area che comprende poli costieri come Giulianova, Tortoreto, Alba Adriatica, Pineto e Silvi, oltre ai centri dell’entroterra, la capacità di trasformare i fondi assegnati in opere concluse resta uno degli aspetti più osservati da enti locali, cittadini e imprese.
Il quadro regionale, però, mostra anche che una parte molto consistente delle risorse è ancora collegata a interventi non completati. Il percorso del Pnrr, quindi, resta aperto e il nodo principale nei prossimi mesi sarà verificare se i territori con risultati migliori riusciranno a mantenere il ritmo, mentre quelli più indietro dovranno recuperare sul fronte dell’attuazione.
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