Il progetto per trasformare una parte dell’area di risulta di Pescara in parco urbano finisce al centro di una nuova contestazione ambientale. Le associazioni Forum H2O e ForumAmbientalista hanno presentato osservazioni agli enti coinvolti nella procedura, chiedendo di rivedere l’impostazione prevista per il lotto destinato al futuro spazio verde.
La questione riguarda un’area centrale della città adriatica, da anni interessata da problemi di contaminazione del suolo e della falda. Un tema che, pur sviluppandosi a Pescara, ha una ricaduta di interesse regionale anche per i lettori della costa teramana e di Giulianova, soprattutto per la dimensione dell’intervento e per la possibile presenza, nella zona, di funzioni pubbliche di rilievo.
Le associazioni chiedono la rimozione dei materiali contaminati
Secondo gli ambientalisti, la soluzione prospettata non punterebbe alla completa asportazione dei rifiuti e dei terreni più compromessi, ma alla loro permanenza nel sito attraverso un intervento di messa in sicurezza permanente. Al centro delle critiche ci sono oltre 16 mila metri cubi di rifiuti, stimati in circa 24 mila tonnellate, oltre ad altri volumi di terreni di riporto e suoli contaminati.
La proposta, per come descritta dalle associazioni, prevederebbe la realizzazione di una barriera laterale mediante palancole e una copertura superficiale impermeabile, simile a quelle utilizzate nelle discariche. Non sarebbe invece prevista una protezione alla base dei materiali lasciati in posto. Proprio questo aspetto viene ritenuto particolarmente problematico, perché la falda potrebbe continuare a entrare in contatto con le sostanze presenti nel sottosuolo.
Contaminazioni rilevate nel suolo e nelle acque
L’area di risulta è da tempo inserita tra i siti con criticità ambientali. Già nel 2016 un provvedimento del Comune aveva vietato l’utilizzo dell’acqua sotterranea dei pozzi non soltanto all’interno dell’area, ma anche in una porzione del centro cittadino. Il Piano di caratterizzazione del 2023 ha poi individuato diversi superamenti delle soglie di legge, collegati alla storia ferroviaria del sito.
Nelle acque di falda sono stati segnalati valori oltre i limiti per sostanze come arsenico, antimonio, benzene, toluene, xilene, triclorometano, tetracloroetilene, idrocarburi totali, ferro, manganese e altri composti. Nei terreni e nei materiali di riporto risultano superamenti per idrocarburi leggeri e pesanti, benzene, etilbenzene, xilene e composti policiclici aromatici. Alcune di queste sostanze sono classificate come cancerogene e, in determinati casi, possono anche migrare dal terreno verso l’aria.
I dubbi sulla messa in sicurezza permanente
Forum H2O e ForumAmbientalista contestano l’idea di lasciare stabilmente rifiuti e materiali contaminati in una zona densamente urbanizzata. A loro giudizio, una messa in sicurezza di questo tipo dovrebbe essere valutata solo in contesti particolari, come aree industriali o situazioni in cui la rimozione risulti tecnicamente impraticabile. Nel caso pescarese, invece, le associazioni ritengono necessario esaminare con maggiore attenzione l’alternativa della rimozione completa.
Un altro punto sollevato riguarda l’efficacia nel tempo delle opere ipotizzate. Nei documenti progettuali, secondo gli ambientalisti, emergerebbero incertezze sulla presenza di strati impermeabili idonei a garantire l’ancoraggio delle palancole. Questo potrebbe rendere necessario, in futuro, anche un sistema di trattamento delle acque sotterranee a valle dell’area, con costi e manutenzioni prolungati.
Il nodo delle responsabilità e dei costi
Le associazioni chiedono inoltre che venga chiarito il tema del soggetto responsabile dell’inquinamento. Il Comune, proprietario dell’area, si presenterebbe come soggetto non responsabile della contaminazione, ma secondo gli ambientalisti occorrerebbe completare la verifica prevista dal principio secondo cui chi inquina deve sostenere gli oneri della bonifica.
Prima di considerare l’ipotesi di un sito orfano, cioè privo di un responsabile individuabile o economicamente capiente, per Forum H2O e ForumAmbientalista sarebbe necessario approfondire la documentazione disponibile, compresi gli atti relativi alla compravendita dell’area. La richiesta avanzata agli enti è quindi di respingere l’impostazione attuale e di valutare soluzioni che evitino vincoli permanenti sui terreni pubblici del centro di Pescara.

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