Il dibattito sull’organizzazione della sanità abruzzese torna al centro dell’attenzione anche nel Teramano. A intervenire è Elvezio Zunica, presidente provinciale di Italia Viva, che punta l’attenzione sull’assetto della rete ospedaliera per acuti previsto dalla Regione e sulla necessità di assicurare qualità omogenea in tutti i presidi.

Secondo Zunica, il modello attuale non coincide con l’impostazione ritenuta più efficace dal suo partito. Il riferimento è alla presenza di un numero elevato di strutture ospedaliere dedicate all’assistenza per acuti sul territorio regionale, una distribuzione che, a suo giudizio, rischia di frammentare servizi e risorse.

Il nodo della rete ospedaliera regionale

L’esponente politico osserva però che, una volta confermata dalla Regione la scelta di articolare il sistema su 16 ospedali per acuti, ai quali si aggiungono 7 cliniche private convenzionate, diventa indispensabile garantire in ogni struttura livelli reali di efficienza e di efficacia. Il tema riguarda da vicino anche i cittadini della provincia di Teramo, che guardano alla tenuta dei servizi sanitari territoriali e ospedalieri come a una priorità concreta.

Il punto sollevato non riguarda soltanto la distribuzione geografica dei presidi, ma soprattutto la capacità del sistema di offrire prestazioni adeguate, tempi sostenibili e organizzazione coerente. In altre parole, se la rete resta ampia, per Zunica non può esistere una sanità a velocità diverse tra un ospedale e l’altro.

La posizione di Italia Viva in provincia di Teramo

Nell’intervento, Zunica chiarisce che la moltiplicazione dei presidi per acuti non rappresenta il modello preferito. Tuttavia, sottolinea che le decisioni regionali devono poi tradursi in un servizio funzionante in ciascun ospedale inserito nella rete. Da qui la richiesta di assicurare standard concreti, evitando che alcune strutture restino sulla carta presidii completi senza avere poi strumenti, personale o organizzazione adeguati.

Per il territorio teramano, dove il confronto sulla sanità resta costante tra costa e aree interne, la questione tocca un tema molto sentito: la garanzia di cure accessibili senza differenze marcate tra i vari punti della rete. Una discussione che interessa anche realtà come Giulianova, oltre a Teramo e agli altri centri della provincia, da sempre attente all’evoluzione dell’offerta sanitaria pubblica e convenzionata.

Un tema che riguarda anche la costa teramana

Il richiamo lanciato dal presidente provinciale di Italia Viva si inserisce in un confronto più ampio sulle scelte di programmazione sanitaria in Abruzzo. L’equilibrio tra numero delle strutture, qualità delle prestazioni e sostenibilità del sistema resta infatti uno dei passaggi più delicati per amministratori, operatori e cittadini.

Dal versante della costa teramana fino al capoluogo, il tema degli ospedali per acuti continua a essere seguito con attenzione perché incide direttamente sull’assistenza quotidiana e sulla possibilità di contare su servizi efficienti vicino casa. La richiesta avanzata da Zunica è quindi quella di una coerenza tra pianificazione e risultati: se la rete viene mantenuta estesa, ogni presidio deve essere messo nelle condizioni di funzionare davvero.

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