All’ospedale di Ortona prende spazio una nuova modalità di supporto per le donne seguite nel reparto di senologia: durante le sedute di chemioterapia e gli altri trattamenti, le pazienti operate al seno possono utilizzare visori di realtà virtuale per vivere ambientazioni rilassanti e immersive.

Il progetto punta ad accompagnare il percorso di cura con un’esperienza capace di alleggerire il peso emotivo della terapia. Attraverso i dispositivi, chi è in trattamento può ritrovarsi in scenari naturali come boschi, cascate o panorami marini, ma anche in spazi pensati per favorire calma e benessere. L’obiettivo è offrire un sostegno concreto durante momenti spesso complessi dal punto di vista fisico e psicologico.

L’iniziativa viene sperimentata nella Senologia di Ortona e rappresenta un’applicazione innovativa all’interno dell’assistenza oncologica. L’uso della realtà virtuale, in questo contesto, non sostituisce naturalmente le cure mediche, ma si affianca al percorso terapeutico con una funzione di supporto, cercando di rendere meno gravoso il tempo trascorso in ospedale.

La notizia può interessare anche il territorio teramano, dove molte famiglie guardano con attenzione alle esperienze sanitarie attivate negli ospedali abruzzesi, soprattutto quando introducono strumenti che migliorano l’accoglienza e la qualità della permanenza nei reparti. Per pazienti di Giulianova, Roseto, Pineto o della Val Vibrata che si confrontano con percorsi oncologici propri o di familiari, si tratta di un segnale importante sul fronte dell’umanizzazione delle cure.

Il ricorso a tecnologie immersive in ambito sanitario viene infatti sempre più osservato come una possibile risorsa per contenere stress, ansia e senso di affaticamento legati ai trattamenti. Nel caso di Ortona, l’esperienza è stata pensata in particolare per le donne operate al seno, chiamate spesso ad affrontare terapie lunghe e impegnative.

L’attenzione non si concentra quindi solo sull’aspetto clinico, ma anche sulla qualità del vissuto durante la cura. In questo senso, la possibilità di “entrare” virtualmente in un ambiente naturale mentre si è sottoposti alla terapia viene proposta come uno strumento in grado di favorire una condizione di maggiore serenità.

L’esperienza avviata a Ortona si inserisce in un percorso più ampio di innovazione organizzativa e assistenziale, nel quale la tecnologia viene utilizzata per migliorare il rapporto tra paziente e trattamento. Un modello che potrebbe richiamare interesse anche in altre realtà sanitarie della regione, compreso il comprensorio teramano.

Per il momento si tratta di una sperimentazione, ma l’iniziativa conferma l’attenzione crescente verso soluzioni che mettano al centro non solo la malattia, ma anche la persona e il suo benessere durante tutte le fasi della terapia.