L’Università d’Annunzio di Chieti-Pescara amplia la propria proposta accademica con un indirizzo destinato a richiamare interesse anche tra gli studenti abruzzesi, compresi quelli della provincia di Teramo e della costa teramana. Mercoledì 22 aprile, nell’Aula Rossa del polo universitario di viale Pindaro a Pescara, sarà illustrato il nuovo curriculum di Ingegneria Biomedica Aerospaziale, inserito nella laurea magistrale in Ingegneria Biomedica e previsto a partire dall’anno accademico 2026-2027.

Si tratta di un percorso annunciato dall’ateneo come una novità assoluta nel panorama universitario nazionale ed europeo, pensato per formare figure capaci di lavorare sui sistemi biomedicali legati anche all’ambiente spaziale e alle attività in condizioni estreme.

Università d’Annunzio, focus sul nuovo corso aerospaziale

L’iniziativa sarà presentata con un appuntamento pubblico al quale prenderanno parte anche rappresentanti dell’Aeronautica Militare. Tra gli ospiti figurano il generale Pietro Perelli, a capo del Corpo sanitario dell’Aeronautica Militare, e il tenente colonnello Angelo Landolfi del Servizio sanitario della stessa forza armata.

Nel corso dell’incontro è previsto anche un approfondimento dedicato ai sistemi di supporto vitale e alle applicazioni dell’ingegneria biomedica nei voli suborbitali e nelle attività extraveicolari. Un tema che evidenzia come la progettazione di strumenti, sensori e procedure per la tutela della salute nello spazio stia diventando un ambito sempre più strategico.

Competenze richieste tra missioni spaziali e applicazioni sulla Terra

Il nuovo indirizzo nasce con l’obiettivo di offrire una preparazione interdisciplinare. Le competenze richieste in questo settore riguardano infatti sia l’analisi delle risposte del corpo umano in ambienti confinati o in assenza di gravità, sia lo sviluppo di tecnologie per il monitoraggio fisiologico, l’assistenza sanitaria e la sicurezza degli equipaggi.

Secondo l’impostazione illustrata dall’ateneo, gli ambiti di studio comprenderanno questioni come gli effetti biomeccanici e immunologici della permanenza prolungata nello spazio, il ruolo del fattore umano nelle missioni, la gestione dei bioequipaggiamenti e l’ottimizzazione dei dispositivi da impiegare a bordo. Conoscenze che, pur nascendo per il settore aerospaziale, possono avere ricadute anche nelle attività professionali più tradizionali di un ingegnere biomedico.

Opportunità formative per studenti abruzzesi e teramani

Per il territorio abruzzese la novità rappresenta anche un possibile elemento di attrazione per giovani interessati a percorsi universitari altamente specializzati senza doversi spostare fuori regione. Il tema può coinvolgere da vicino anche gli studenti di Giulianova, Teramo, Roseto degli Abruzzi, Tortoreto e delle altre realtà della provincia, in cerca di sbocchi formativi collegati all’innovazione tecnologica e alla ricerca.

L’ateneo sottolinea che il settore aerospaziale è destinato a crescere rapidamente e che il fabbisogno di professionalità tecniche avanzate è destinato ad aumentare, sia nelle agenzie pubbliche sia nelle aziende impegnate nello sviluppo di tecnologie per lo spazio e la salute.

Il legame con il Distretto Aerospaziale Abruzzese

Alla base della nuova proposta formativa c’è anche il lavoro portato avanti negli anni dall’Università d’Annunzio nel campo della ricerca collegata all’aerospazio. L’ateneo partecipa infatti al Distretto Aerospaziale Abruzzese ed è coinvolto in iniziative nazionali e internazionali sul tema.

Il nuovo curriculum viene presentato come un’evoluzione di questo percorso e come un tassello che si aggiunge ad altre esperienze già sviluppate in ambito scientifico e didattico. L’obiettivo dichiarato è intercettare in anticipo le esigenze di un mercato in trasformazione, mettendo a disposizione competenze spendibili sia nel settore spaziale sia nelle applicazioni biomedicali avanzate sulla Terra.

La presentazione del 22 aprile servirà dunque a illustrare struttura, finalità e prospettive di un corso che punta a collocare l’Abruzzo in un ambito di frontiera della formazione universitaria.