Passa da Palazzo di Città un nuovo passaggio istituzionale nel percorso che dovrebbe portare alla nascita del Comune unico tra Pescara, Montesilvano e Spoltore. Nella giornata di oggi è prevista l’assemblea costitutiva dedicata al progetto della cosiddetta Nuova Pescara, con la partecipazione dei tre sindaci coinvolti e degli organismi chiamati a seguire l’iter amministrativo.
A comunicare la convocazione è stato il presidente Marcello Antonelli, che ha indicato la riunione come un momento utile per affrontare alcuni dei nodi ancora aperti della fusione. La vicenda, pur riguardando direttamente l’area metropolitana pescarese, viene seguita con attenzione anche lungo la costa abruzzese e nel Teramano, perché potrebbe modificare gli equilibri istituzionali e amministrativi regionali.
Un passaggio formale nel percorso di fusione
L’incontro di oggi rappresenta una tappa organizzativa per mettere attorno allo stesso tavolo i rappresentanti dei tre Comuni interessati. Pescara, Montesilvano e Spoltore sono infatti al centro di un processo avviato dopo il referendum del 2014, quando i cittadini furono chiamati a esprimersi sull’ipotesi di un’unica amministrazione comunale.
Da allora il cammino è stato lungo e complesso, tra rinvii, discussioni politiche e necessità di definire gli aspetti pratici del nuovo assetto. Restano da chiarire diversi elementi, dalle competenze amministrative alla riorganizzazione degli uffici, fino alle ricadute sui servizi per i residenti dei tre territori.
Ipotesi slittamento oltre il 2027
Uno dei punti più delicati riguarda la tempistica. Antonelli ha lasciato intendere che la data prevista per completare la fusione potrebbe subire uno spostamento oltre il 2027, pur senza indicare al momento un nuovo termine. Sul tema è atteso un confronto con la Regione Abruzzo, chiamata ad avere un ruolo decisivo nella definizione del calendario e delle procedure.
La possibilità di un rinvio non viene presentata come una marcia indietro, ma come una questione legata alla necessità di completare correttamente il percorso amministrativo. Secondo quanto riferito, la fusione resta comunque un processo destinato ad andare avanti e viene considerata irreversibile dai promotori istituzionali.
Il nodo dei tempi dopo il referendum
Tra le domande che continuano ad arrivare dai cittadini c’è quella sui tempi trascorsi dal voto referendario del 2014. A distanza di oltre dieci anni, il progetto non è ancora arrivato alla sua piena attuazione e questo ha alimentato dubbi e richieste di chiarimento.
Antonelli ha ricondotto la durata del percorso ai tempi della politica e delle istituzioni, invitando a concentrare l’attenzione sulle prossime fasi piuttosto che sulle difficoltà del passato. L’obiettivo dichiarato è procedere con un lavoro condiviso tra i soggetti coinvolti, in modo da arrivare alla costruzione del nuovo ente con un quadro più definito.
Un tema che guarda oltre l’area pescarese
La nascita di un Comune unico nell’area di Pescara avrebbe un peso rilevante nel panorama abruzzese. Per dimensioni demografiche, servizi e ruolo economico, la Nuova Pescara potrebbe diventare un riferimento amministrativo di primo piano, con possibili effetti anche sui rapporti con gli altri territori della regione, dalla costa teramana fino alle aree interne.
Per questo motivo l’evoluzione del progetto viene osservata anche da Comuni e cittadini fuori dai confini delle tre amministrazioni direttamente interessate. L’assemblea costitutiva di oggi non chiude il percorso, ma segna un nuovo momento di confronto su una trasformazione istituzionale destinata a incidere sul futuro assetto dell’Abruzzo.

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