Il confronto politico e amministrativo attorno alla norma regionale sui cambi di destinazione d’uso continua ad allargarsi e tocca un tema che interessa anche i Comuni del Teramano, da Giulianova alla costa e all’entroterra: il rapporto tra decisioni della Regione e autonomia municipale nella gestione del territorio. A intervenire con toni netti è stato il sindaco di Pescara Carlo Masci, che ha preso posizione dopo il blocco da parte del Governo di un emendamento approvato in Consiglio regionale.

Secondo il primo cittadino pescarese, l’emendamento sarebbe stato varato senza un reale coinvolgimento dei sindaci abruzzesi e senza una preventiva valutazione da parte degli uffici comunali. Una circostanza che, a suo giudizio, avrebbe privato i territori della possibilità di esaminare in tempo gli effetti concreti della norma sull’assetto urbanistico delle città.

Il nodo dei cambi di destinazione d’uso

Al centro della vicenda c’è una disposizione che, nelle parole di Masci, rischierebbe di ridurre il margine decisionale dei Comuni su trasformazioni urbanistiche delicate. Il sindaco ha contestato soprattutto l’ipotesi di procedure troppo automatiche per il passaggio da una destinazione all’altra degli immobili, sostenendo che meccanismi di questo tipo potrebbero produrre conseguenze rilevanti sulla qualità urbana, sugli spazi pubblici e sull’equilibrio complessivo dei quartieri.

Il tema non riguarda soltanto Pescara. In una regione fatta di realtà molto diverse tra loro, dalle città costiere come Giulianova, Roseto e Tortoreto ai centri interni della provincia di Teramo, la regolazione urbanistica incide direttamente su servizi, viabilità, commercio, sostenibilità e consumo del suolo. Per questo Masci ha richiamato la necessità di non adottare norme generalizzate senza un confronto con le amministrazioni locali.

Le critiche sull’iter in Consiglio regionale

Nel suo intervento, il sindaco di Pescara ha anche contestato il percorso con cui l’emendamento sarebbe arrivato all’approvazione in aula. Ha parlato di una procedura poco chiara e ha richiamato il dibattito nato attorno alle responsabilità politiche della proposta, finita poi al centro di uno scontro tra esponenti regionali. Su questo passaggio Masci ha espresso una valutazione fortemente critica, sostenendo che una materia tanto delicata non possa essere affrontata senza discussione approfondita e senza piena trasparenza.

Tra i punti indicati come più problematici ci sarebbero l’assenza di adeguati oneri urbanistici, la mancanza di compensazioni in termini di spazi collettivi e l’insufficiente verifica della sostenibilità ambientale degli interventi. Elementi che, se confermati, secondo il sindaco aprirebbero la strada a trasformazioni non governate dai Comuni.

Un tema che riguarda anche il Teramano

La questione assume rilievo anche per il territorio di Giulianova e per l’intera provincia di Teramo, dove il tema della rigenerazione urbana si intreccia con la tutela dei centri storici, delle aree commerciali e della fascia costiera. Ogni modifica sulle destinazioni d’uso può infatti avere ricadute concrete sul tessuto economico locale, sulla vivibilità e sulla programmazione urbanistica dei municipi.

Masci ha ricordato che non sarebbe la prima volta in cui i Comuni si trovano a subire scelte definite a livelli istituzionali superiori, con effetti poi visibili direttamente nelle città. Da qui l’invito rivolto agli amministratori abruzzesi a seguire con attenzione l’evoluzione della vicenda e a difendere il ruolo dei consigli comunali nelle decisioni che toccano l’interesse pubblico.

La richiesta: fermare definitivamente la norma

Per il sindaco di Pescara, il rinvio dell’emendamento da parte del Governo rappresenta un passaggio importante, ma non ancora sufficiente. La richiesta rivolta ai consiglieri regionali è quella di archiviare in modo definitivo la disposizione contestata. Il punto, ha sottolineato, non riguarda solo l’appartenenza politica, ma la necessità di evitare regole urbanistiche costruite senza il contributo dei territori.

Masci ha infine rilanciato una riflessione più ampia sul governo del territorio in Abruzzo, sostenendo che l’urbanistica debba restare legata alle esigenze specifiche delle singole comunità. Una posizione che trova attenzione anche nei centri del Teramano, dove il tema dell’equilibrio tra sviluppo, sostenibilità e autonomia amministrativa è da tempo al centro del dibattito locale.

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