Si trova a Kathmandu la famiglia di Marco Di Marcello, l’alpinista teramano disperso da mesi sull’Himalaya, dopo il ritrovamento di cinque corpi nella zona dello Yalung Ri, in Nepal. Per i parenti del 37enne originario di Villa Zaccheo di Castellalto si apre ora il passaggio più difficile: l’identificazione formale e l’avvio delle procedure per il rientro della salma in Italia.

Secondo quanto emerso, il corpo recuperato insieme agli altri quattro sarebbe proprio quello del biologo abruzzese, scomparso nel novembre 2025 durante una spedizione travolta da una valanga. Un primo riscontro sarebbe già arrivato attraverso fotografie e dettagli dell’equipaggiamento, ma il riconoscimento ufficiale deve ancora essere completato nella capitale nepalese.

Il ritrovamento dopo mesi di ricerche

I cinque alpinisti erano stati dati per dispersi dopo l’incidente avvenuto sui pendii inferiori dello Yalung Ri, vetta di 5.630 metri nella regione del Rolwaling, vicino al confine tra Nepal e Tibet. Per lungo tempo la neve e le condizioni estreme hanno impedito di recuperare i corpi.

Il ritrovamento sarebbe avvenuto in modo fortuito nel corso di un’operazione di soccorso in quota. Una volta individuate, le salme sono state trasportate al campo base e successivamente trasferite verso Kathmandu, dove sono in corso gli accertamenti necessari.

Il legame con il Teramano

La vicenda ha colpito profondamente il territorio teramano. Marco Di Marcello era originario di Castellalto e molto conosciuto nella sua comunità. La notizia del ritrovamento, pur dolorosa, mette fine a una lunga attesa iniziata lo scorso autunno, quando di lui si erano perse le tracce dopo la valanga che aveva investito la spedizione.

In queste ore si stanno seguendo anche gli aspetti istituzionali. I sindaci di Teramo e Castellalto si sono attivati con il Ministero degli Esteri per accompagnare la famiglia nelle procedure necessarie e favorire il ritorno della salma in Abruzzo.

La spedizione e gli altri alpinisti

Di Marcello faceva parte della The mountain of light expedition, missione alpinistica alla quale partecipavano anche altri italiani e alcuni sherpa. Nello stesso incidente avevano perso la vita anche Alessandro Caputo, Stefano Farronato e Paolo Cocco, fotografo abruzzese ed ex vicesindaco di Fara San Martino. I loro corpi erano stati recuperati già nei giorni successivi alla valanga.

Per la famiglia di Marco Di Marcello, invece, l’incertezza si è protratta per mesi. Il viaggio in Nepal rappresenta adesso il momento decisivo per dare un nome ufficiale ai resti rinvenuti e consentire il rientro a casa. Una conclusione amara per una storia che, anche nel Teramano e nelle comunità vicine a Giulianova, era stata seguita con partecipazione fin dai primi giorni della scomparsa.