In Abruzzo cresce il numero dei minorenni coinvolti come vittime di reato. Secondo i dati diffusi in occasione della presentazione del dossier 2026 della campagna indifesa di Terre des Hommes, nel 2025 i casi registrati nella regione sono stati 143, con un incremento del 22,2 per cento rispetto all’anno precedente. Un andamento che si distingue dal quadro nazionale, dove l’aumento si ferma attorno all’1 per cento.
Si tratta di numeri che interessano anche il territorio teramano, dove il tema della tutela di bambini e adolescenti chiama in causa scuole, servizi sociali, comuni e presidi educativi. Il dato abruzzese, pur rapportato a una popolazione minorile regionale con incidenza dello 0,08 per cento, evidenzia infatti una crescita che riporta l’attenzione sulla prevenzione e sull’emersione precoce delle situazioni di rischio.
Maltrattamenti e reati sessuali tra le voci più pesanti
Nel quadro regionale, la voce più consistente riguarda i maltrattamenti in famiglia, con 59 vittime minorenni, pari al 41,3 per cento del totale. Subito dopo compaiono i reati di natura sessuale, che in Abruzzo hanno coinvolto 52 minori, cioè oltre un terzo dei casi complessivi.
Proprio sul fronte delle violenze sessuali emerge con forza la maggiore esposizione delle ragazze. In Abruzzo il 60,1 per cento delle vittime minorenni è di sesso femminile. La quota sale ulteriormente quando si osservano soltanto i crimini sessuali: in questo ambito tre vittime su quattro sono bambine o adolescenti.
Il confronto con il dato nazionale
A livello italiano il 2025 ha fatto segnare 7.272 minori vittime di reato, il livello più alto registrato negli ultimi anni. L’incremento annuo è contenuto, ma l’andamento di lungo periodo mostra una crescita marcata: rispetto al 2015 l’aumento è del 43 per cento.
Anche nel resto del Paese il reato più frequente è quello dei maltrattamenti in famiglia, con oltre 3 mila vittime. Seguono la violenza sessuale e la violenza sessuale aggravata. Una parte rilevante del fenomeno riguarda dunque contesti nei quali i minori dovrebbero trovare protezione, a partire dall’ambito domestico.
Nei reati sessuali la prevalenza femminile appare ancora più netta. Su scala nazionale, oltre otto vittime su dieci sono bambine o ragazze. Un elemento che conferma la forte componente di genere di questa emergenza sociale.
Il ruolo dei territori e dei Comuni
I dati sono stati elaborati dal Servizio Analisi Criminale della Direzione centrale della Polizia criminale e resi noti durante un incontro organizzato in vista della Giornata internazionale delle bambine, in programma l’11 ottobre. Nel corso della presentazione è stato anticipato anche il lavoro su un protocollo d’intesa tra Anci e Terre des Hommes, con l’obiettivo di rafforzare l’azione dei Comuni nella tutela di bambine, bambini e adolescenti.
Il tema riguarda da vicino anche le realtà della provincia di Teramo, da Giulianova alla costa teramana fino ai centri dell’entroterra, dove i servizi territoriali rappresentano spesso il primo punto di ascolto per famiglie e minori. L’attenzione è rivolta soprattutto alla capacità di intercettare in tempo segnali di disagio, violenza o trascuratezza attraverso una collaborazione stabile tra istituzioni, scuola, forze dell’ordine e mondo associativo.
Un quadro che richiama prevenzione e rete sociale
Accanto ai reati più numerosi, nel rapporto nazionale compaiono anche altri episodi che richiamano la responsabilità degli adulti nella cura dei più piccoli, come l’abbandono di minori o incapaci, la sottrazione di persone incapaci e l’abuso dei mezzi di correzione o disciplina. Indicatori diversi, ma accomunati dalla necessità di rafforzare strumenti di protezione concreti.
Per i territori locali, compreso quello di Giulianova e del Teramano, la lettura di questi numeri rilancia quindi un tema preciso: consolidare una rete capace non soltanto di intervenire quando il reato è già emerso, ma anche di prevenire le situazioni più fragili. Il confronto tra istituzioni e realtà sociali resta uno degli snodi principali per trasformare i dati in azioni di tutela effettive.
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