La medicina territoriale abruzzese si avvicina a una nuova fase di tensione. I medici di medicina generale, attraverso il sindacato Fimmg, stanno valutando iniziative forti nel mese di maggio per sollecitare la Regione su nodi considerati non piu rinviabili. Al centro della vertenza c’e soprattutto il mancato rinnovo dell’accordo integrativo regionale, ritenuto essenziale per riorganizzare il lavoro negli ambulatori e garantire continuita assistenziale ai cittadini anche nei centri della provincia di Teramo e della costa teramana.

Il segnale piu netto e arrivato nelle ultime ore dalla provincia di Chieti, dove un’assemblea dei medici di base ha dato mandato alla struttura regionale del sindacato di andare avanti nella mobilitazione gia avviata a livello abruzzese. L’orientamento emerso e quello di preparare giornate di sciopero se non dovessero arrivare risposte concrete sul piano organizzativo e contrattuale.

Accordo regionale fermo da anni

Uno dei punti principali della contestazione riguarda l’Air, l’accordo integrativo regionale che, secondo la categoria, manca da troppo tempo. Per i medici di famiglia questo strumento e decisivo per definire un modello di assistenza moderna, sostenibile e coerente con le nuove esigenze del territorio. Senza un aggiornamento delle regole, spiegano i rappresentanti sindacali, diventa sempre piu difficile reggere il carico quotidiano di attivita e assicurare un servizio adeguato all’utenza.

Il tema interessa da vicino anche le comunita locali del Teramano, dove la rete della medicina generale rappresenta uno dei riferimenti piu importanti per anziani, pazienti cronici e famiglie. In centri come Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Mosciano Sant’Angelo e nella Val Vibrata, la presenza capillare dei medici di base resta un presidio fondamentale, soprattutto in una fase in cui la sanita territoriale e chiamata a rispondere a una domanda crescente.

Fimmg Abruzzo: sistema territoriale sotto pressione

La segreteria regionale della Fimmg ha raccolto la spinta arrivata dalla base e ribadisce che il problema non riguarda soltanto le condizioni di lavoro dei professionisti. Secondo il sindacato, la criticita investe l’intero equilibrio dell’assistenza territoriale. Il rischio indicato e quello di una progressiva difficolta nel mantenere standard adeguati di presa in carico, accessibilita e continuita delle cure.

I medici sottolineano che la questione organizzativa non puo essere separata da quella della qualita del servizio ai cittadini. Ambulatori sovraccarichi, burocrazia crescente e modelli gestionali non aggiornati vengono indicati come fattori che stanno rendendo sempre piu complessa l’attivita quotidiana. Da qui la richiesta di un intervento rapido che permetta di ridisegnare il sistema in modo piu efficiente.

Possibili effetti anche per i cittadini del Teramano

L’ipotesi di uno sciopero a maggio apre inevitabilmente interrogativi anche per l’utenza abruzzese. Al momento non sono stati diffusi dettagli operativi sulle eventuali giornate di astensione, ma la mobilitazione viene presentata come una possibilita concreta se il confronto con la Regione non dovesse sbloccarsi. Per i residenti di Giulianova e del resto della provincia di Teramo, l’evoluzione della vertenza sara quindi da seguire con attenzione.

La medicina generale resta infatti il primo punto di contatto con il servizio sanitario per una larga parte della popolazione. Eventuali disagi avrebbero ripercussioni diffuse, soprattutto nei territori dove la domanda di assistenza territoriale e in costante aumento. Per questo la trattativa assume un valore che va oltre la dimensione sindacale e tocca direttamente l’organizzazione sanitaria regionale.

Il confronto con la Regione atteso nelle prossime settimane

Le prossime settimane saranno decisive per capire se si apriranno spazi di mediazione oppure se la protesta prendera forma. La richiesta che arriva dai medici di famiglia e quella di un accordo capace di affrontare in modo strutturale le difficolta del settore. Sul tavolo non c’e soltanto un aggiornamento formale, ma la definizione di un assetto piu sostenibile per chi lavora negli ambulatori e per chi ogni giorno si affida alla sanita di prossimita.

In Abruzzo, e quindi anche nelle aree della provincia di Teramo, il tema si inserisce in un quadro piu ampio di riorganizzazione della sanita territoriale. L’esito del confronto potrebbe incidere in modo significativo sulla tenuta del servizio nei prossimi mesi.