Arrivano indicazioni incoraggianti per la costa teramana dal nuovo monitoraggio effettuato in Abruzzo da Goletta Verde. Nei tre punti controllati in provincia di Teramo, tutti collocati in prossimità di foci fluviali, i campioni analizzati sono risultati nei parametri previsti dalla normativa. Tra questi c’è anche il tratto alla foce del Tordino, a Giulianova, uno dei punti che ogni estate richiama maggiore attenzione per la vicinanza tra corso d’acqua, spiaggia e aree frequentate dai bagnanti.
Il quadro regionale diffuso da Legambiente mostra invece una situazione più disomogenea se si guarda all’intero litorale abruzzese. Su otto prelievi complessivi, cinque sono rientrati nei limiti, mentre tre hanno evidenziato valori superiori a quelli consentiti. Le criticità sono state riscontrate tutte nel tratto della provincia di Chieti.
I punti controllati lungo la costa teramana
Per il territorio che interessa più da vicino Giulianova e la costa nord dell’Abruzzo, i risultati riguardano tre aree sensibili: la foce del Vibrata tra Martinsicuro e Alba Adriatica, quella del Tordino a Giulianova e la foce del Vomano nel tratto compreso tra Roseto degli Abruzzi e Pineto. In tutti e tre i casi, secondo i dati del monitoraggio, i campioni non hanno fatto emergere superamenti dei limiti di legge.
Si tratta di un passaggio rilevante per i centri balneari del Teramano, soprattutto in una fase dell’estate in cui l’attenzione sulla qualità delle acque cresce sia tra i residenti sia tra i turisti. Le foci rappresentano da sempre aree osservate speciali perché possono risentire di problemi legati alla depurazione o agli scarichi che confluiscono nei corsi d’acqua.
Le criticità emerse nel resto dell’Abruzzo
Le non conformità rilevate da Goletta Verde si concentrano interamente nel Chietino. Secondo quanto reso noto, un campione è risultato inquinato alla foce dell’Alento, a Francavilla al Mare, mentre due punti sono stati classificati come fortemente inquinati: la foce del Feltrino a Marina di San Vito e quella del torrente La Foce a Rocca San Giovanni.
Negli altri siti esaminati, oltre al Teramano, i valori sono risultati entro i limiti anche nei due punti controllati tra Montesilvano e Pescara. Il dato complessivo regionale, quindi, fotografa una situazione in cui le principali problematiche continuano a concentrarsi soprattutto in corrispondenza degli sbocchi dei corsi d’acqua.
Il tema della segnaletica per bagnanti e turisti
Accanto ai risultati delle analisi, Legambiente richiama l’attenzione anche sull’informazione ai cittadini. Durante le verifiche, viene segnalata l’assenza di cartelli informativi sulla qualità delle acque nei punti monitorati. Un aspetto ritenuto importante soprattutto nelle zone vicine alle foci, dove spesso si trovano tratti di spiaggia libera comunque frequentati.
Dal controllo delle informazioni disponibili sul Portale Acque del Ministero della Salute, inoltre, emerge che i punti in corrispondenza delle foci risultano generalmente non campionati, con l’eccezione del torrente La Foce. Un elemento che riapre il tema della comunicazione al pubblico e della chiarezza sui tratti dove la balneazione non è consentita.
L’attenzione su depurazione e controlli
L’associazione ambientalista sottolinea come le foci restino tra i punti più delicati del sistema costiero, poiché possono evidenziare carenze strutturali nella raccolta e nel trattamento delle acque reflue. L’obiettivo del monitoraggio, viene ribadito, non è sostituirsi agli enti competenti nelle valutazioni ufficiali sulla balneabilità, ma segnalare eventuali criticità ambientali e sollecitare interventi dove necessario.
Per la provincia di Teramo, il fatto che i prelievi a Giulianova, lungo il Vibrata e sul Vomano siano risultati regolari rappresenta al momento un segnale positivo. Resta però alta l’attenzione su un tema che, soprattutto nei mesi estivi, incide direttamente sulla tutela del mare, sulla fruizione delle spiagge e sull’immagine dell’intera costa teramana.
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