L’emergenza maltempo che ha investito l’Abruzzo continua a produrre effetti pesanti anche sul versante adriatico e nelle aree vicine al Teramano. Nella giornata di oggi è atteso in regione il capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile, Fabio Ciciliano, per una serie di sopralluoghi finalizzati a fare il punto sui danni e sulle priorità degli interventi. Tra le tappe previste c’è anche Silvi, comune della costa teramana alle prese con criticità legate al dissesto del territorio.
Il quadro complessivo resta complesso: centinaia di persone hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni in diverse zone dell’Abruzzo e del vicino Molise, mentre numerosi centri stanno facendo i conti con problemi alla rete idrica dopo i danneggiamenti alle condotte. La Regione si prepara intanto a chiedere il riconoscimento dello stato di calamità per gli eventi che hanno colpito il territorio negli ultimi giorni.
Silvi e costa teramana tra le aree sotto osservazione
Per il territorio più vicino a Giulianova, una delle situazioni più delicate è quella di Silvi, dove una nuova frana ha imposto la chiusura di una strada provinciale. Proseguono i controlli sulla collina e restano attive misure di precauzione, comprese limitazioni che hanno coinvolto anche alcune scuole. Nei prossimi giorni è atteso un confronto tecnico per valutare le condizioni di sicurezza e gli eventuali tempi di rientro alla normalità.
Nel Teramano si segnalano inoltre smottamenti, cedimenti e interruzioni in più punti, con ripercussioni sulla viabilità locale e rischi di isolamento per alcune frazioni. Il maltempo ha inciso anche sui collegamenti e sulla rete dei servizi, in un quadro che interessa più province abruzzesi e che viene seguito con attenzione anche dai comuni della costa, da Giulianova a Roseto, per le possibili conseguenze sul traffico e sulla gestione dell’emergenza.
Viabilità in crisi tra statale Adriatica e A14
Tra gli episodi più gravi di queste ore c’è il crollo del ponte sulla statale 16 sul fiume Trigno, al confine tra Abruzzo e Molise. Proprio in quell’area si concentra una vicenda ancora da chiarire: un uomo di 53 anni, pescatore originario della Puglia, risulta disperso dopo essere finito con l’auto nel corso d’acqua. Secondo quanto ricostruito finora, stava viaggiando verso Ortona quando si sarebbe verificato l’incidente. Le ricerche dei vigili del fuoco vanno avanti, ma le condizioni del fiume rendono le operazioni particolarmente difficili.
Sulla dinamica restano interrogativi legati alla chiusura del tratto stradale. I familiari chiedono di accertare se le barriere presenti siano state spostate, mentre l’Anas sostiene che il divieto di transito fosse stato predisposto già dalla sera precedente con segnaletica e sbarramenti. La magistratura segue gli sviluppi per verificare eventuali responsabilità.
Disagi anche lungo l’autostrada A14, asse fondamentale per gli spostamenti tra la costa sud dell’Abruzzo e la provincia di Teramo. Tra cantieri, incidenti e limitazioni temporanee, nelle ultime ore si sono registrati rallentamenti e code, con pesanti ripercussioni per automobilisti e trasporto merci.
Emergenza acqua e centinaia di sfollati
Oltre ai problemi sulla viabilità, a pesare è la situazione della rete idrica. I danni agli acquedotti hanno lasciato senza acqua potabile migliaia di utenti e numerose attività produttive, soprattutto nel Chietino. Il numero delle persone allontanate dalle abitazioni è alto e coinvolge vari comuni abruzzesi. Tra questi figurano anche località vicine al territorio teramano, come Silvi, dove si contano decine di evacuati.
La visita di Fabio Ciciliano servirà proprio a raccogliere elementi utili per la stima complessiva dei danni, insieme ai rappresentanti istituzionali regionali e ai tecnici impegnati sul campo. L’obiettivo è definire il fabbisogno necessario per affrontare l’emergenza e programmare gli interventi più urgenti, soprattutto nelle aree in cui frane, cedimenti e guasti alle infrastrutture stanno mettendo a dura prova residenti e amministrazioni locali.
Richiesta di calamità e prossimi interventi
La Regione ha annunciato l’intenzione di avviare la procedura per il riconoscimento dello stato di calamità. Un passaggio ritenuto necessario per ottenere risorse e accelerare le opere di ripristino. Per i territori della costa teramana e per l’entroterra resta alta l’attenzione, sia sul fronte della sicurezza delle strade sia su quello della stabilità dei versanti più fragili.
Nelle prossime ore i sopralluoghi e i monitoraggi consentiranno di aggiornare il quadro delle criticità. Per molti comuni, compresi quelli dell’area di Giulianova e della provincia di Teramo, il tema centrale resta quello della prevenzione, in una fase in cui gli effetti del maltempo continuano a farsi sentire ben oltre la fine delle piogge più intense.







