La Regione Abruzzo ha avviato l’iter per ottenere dal Governo il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale dopo l’ondata di maltempo che, tra il 31 marzo e il 3 aprile 2026, ha provocato danni e situazioni di forte criticità in diverse aree del territorio regionale. La decisione è stata assunta dalla Giunta guidata dal presidente Marco Marsilio al termine della seduta dedicata alla valutazione degli effetti delle precipitazioni eccezionali.
Il quadro più pesante riguarda soprattutto la provincia di Chieti, dove si sono verificati smottamenti, allagamenti e interruzioni della viabilità, con conseguenze anche sui collegamenti con alcuni centri abitati. La richiesta inviata a Roma punta a mettere a disposizione strumenti straordinari per affrontare una fase che, in diversi punti dell’Abruzzo, resta delicata.
Richiesta al Governo dopo i danni del maltempo in Abruzzo
Con il passaggio formale deliberato dalla Giunta regionale, l’Abruzzo punta a ottenere misure utili a sostenere gli interventi urgenti già attivati da Comuni ed enti locali. Il riconoscimento dell’emergenza di rilievo nazionale consentirebbe infatti di coprire le spese affrontate per le operazioni immediate, necessarie a mettere in sicurezza strade, versanti, sottoservizi e aree colpite dalle piogge persistenti.
Secondo quanto reso noto dalla Regione, le precipitazioni intense e prolungate hanno innescato fenomeni di dissesto idrogeologico e problemi sul piano idraulico in più zone, con ripercussioni sia sui centri urbani sia sulle infrastrutture. Tra le conseguenze segnalate figurano danni alla rete viaria, edifici pubblici e immobili privati, oltre a criticità che hanno interessato i servizi essenziali.
Frane, allagamenti e paesi isolati nella provincia di Chieti
Le situazioni più gravi sono state registrate nel Chietino, dove in alcuni casi le frane hanno compromesso i collegamenti e creato condizioni di isolamento per interi abitati. I movimenti franosi, in alcuni tratti di notevole entità, si sono sommati agli allagamenti provocati dall’accumulo di acqua, aggravando il bilancio degli ultimi giorni.
Tra i punti più sensibili emersi nella ricognizione regionale ci sono anche le strutture pubbliche strategiche. Le criticità hanno infatti coinvolto scuole e presidi sanitari, con la necessità di monitoraggi e verifiche per garantire la continuità dei servizi e la sicurezza degli utenti. Il provvedimento richiesto al Governo punta anche a velocizzare le procedure necessarie per intervenire nei territori maggiormente esposti.
Possibili effetti per enti locali e territori abruzzesi
La richiesta di emergenza nazionale riguarda l’intero Abruzzo e rappresenta un passaggio importante anche per i territori che, pur non essendo stati indicati come i più colpiti, seguono con attenzione l’evolversi della situazione. Anche sulla costa teramana e nell’area di Giulianova il tema della prevenzione del rischio idrogeologico resta centrale ogni volta che si verificano precipitazioni di forte intensità, soprattutto in presenza di corsi d’acqua sotto pressione, smottamenti collinari o problemi alla viabilità.
L’eventuale via libera del Governo permetterebbe di rafforzare il supporto agli enti locali abruzzesi nella gestione dell’emergenza e nella copertura degli interventi effettuati in somma urgenza. In questa fase, il lavoro è concentrato sulla stima dei danni e sulla messa in sicurezza delle aree più esposte, con l’obiettivo di ripristinare al più presto collegamenti, infrastrutture e servizi compromessi dal maltempo.
Monitoraggio e prossimi passaggi istituzionali
Dopo la deliberazione regionale, la procedura passa ora all’esame del Governo nazionale, chiamato a valutare la richiesta sulla base della documentazione raccolta. Saranno determinanti la ricognizione completa dei danni e il quadro degli interventi già eseguiti o ancora necessari nelle zone colpite.
Nei prossimi giorni proseguiranno sopralluoghi e verifiche tecniche, mentre le amministrazioni locali continueranno a segnalare le situazioni più critiche. L’attenzione resta alta in tutto il territorio abruzzese, anche nelle aree della provincia di Teramo e della costa, dove gli enti seguono l’evoluzione meteo e le possibili ripercussioni sul reticolo idraulico e sulla stabilità dei versanti.







