La gestione delle liste d’attesa torna al centro del confronto politico regionale, con una contestazione che riguarda la valutazione della direzione generale della Asl di Pescara e che viene seguita con attenzione anche dagli altri territori abruzzesi, compresa la provincia di Teramo. I consiglieri regionali Antonio Blasioli e Silvio Paolucci hanno formalizzato una diffida nei confronti della Regione, chiedendo che l’esame dei risultati avvenga con parametri trasparenti e uguali per tutte le aziende sanitarie.
Il nodo riguarda il metodo da utilizzare per misurare le prestazioni sanitarie erogate entro i tempi previsti. Secondo i due esponenti di opposizione, per le altre Asl abruzzesi sarebbe stato applicato un criterio basato sulla quota di visite, esami e prestazioni effettuate nei limiti di legge. Nel caso pescarese, invece, si starebbe valutando il ricorso a un indicatore diverso, legato al tempo medio di erogazione.
La contestazione dopo la Commissione di vigilanza
La posizione di Blasioli e Paolucci è emersa al termine della seconda Commissione di vigilanza convocata per approfondire la verifica a metà mandato del direttore generale della Asl di Pescara, Vero Michitelli. Per i consiglieri, l’utilizzo di parametri non omogenei rischierebbe di incidere in modo determinante sull’esito della valutazione, rendendo difficile un confronto corretto con le altre realtà sanitarie regionali.
La questione non è soltanto tecnica. La verifica intermedia dei manager sanitari, infatti, ha effetti concreti sia sul riconoscimento di eventuali premi economici sia sulla prosecuzione dell’incarico. Per questo l’opposizione chiede che la procedura sia fondata su dati verificabili e su criteri applicati nello stesso modo in tutte le aziende sanitarie abruzzesi.
Diffida all’assessorato e richiesta di verifica sui dati
Nel mirino della diffida c’è l’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì. Blasioli e Paolucci hanno inoltre sollecitato un pronunciamento del direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, chiamato a valutare la correttezza dei dati e del metodo utilizzato nella procedura. L’obiettivo dichiarato è evitare che il giudizio sul management della Asl pescarese venga costruito su parametri differenti rispetto a quelli adottati altrove.
Secondo la ricostruzione dei consiglieri, la valutazione avrebbe dovuto concludersi entro il 15 ottobre 2025. Da quella data, sostengono, sarebbero trascorsi circa nove mesi senza una definizione conclusiva, in un contesto segnato da comunicazioni e richieste di chiarimento tra Dipartimento Sanità, Agenzia sanitaria e azienda sanitaria.
Un tema regionale che interessa anche il Teramano
Il confronto sulle liste d’attesa non riguarda soltanto Pescara. Tempi di accesso a visite specialistiche, esami diagnostici e prestazioni ambulatoriali sono un tema sensibile per molti cittadini abruzzesi, anche a Giulianova, Roseto, Teramo e negli altri comuni della costa teramana. Per questo la discussione sui criteri di valutazione dei vertici sanitari assume un rilievo più ampio, perché tocca il modo in cui la Regione misura l’efficienza delle Asl e la capacità di garantire servizi nei tempi stabiliti.
Al momento la vicenda resta sul piano istituzionale e amministrativo. La richiesta avanzata dai due consiglieri regionali punta a ottenere un chiarimento formale prima che la valutazione produca effetti definitivi. La Regione e gli organismi sanitari competenti saranno ora chiamati a fornire risposte sul metodo seguito e sulla comparabilità dei risultati tra le diverse aziende sanitarie abruzzesi.

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